La storia di Pelù, la tartaruga 'rock' salvata dalla plastica

L'esemplare di caretta caretta stava per soffocare nelle acque al largo di Manfredonia. L'hanno soccorsa e curata i pescatori del centro di recupero gestito da  Legambiente. E tra loro c'era anche il rocker Piero Pelù

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Brutta avventura per una tartaruga del mar Mediterraneo: dopo l'ingestione di un pezzo di plastica ha rischiato di morire soffocata. Fortunatamente è stata soccorsa in tempo dai pescatori e trasportata presso il Centro di recupero di Manfredonia, gestito da Legambiente, dove negli ultimi mesi ha ricevuto le cure mediche necessarie. La storia di questo esemplare di Caretta caretta è così una storia a lieto fine: l'animale ha di nuovo preso il largo dalle acque del porto pugliese.

#PieroliberaPelù?? la #tartaruga?? rock del mar Mediterraneo. Dal rischio di morire soffocata dopo l’ingestione di un...

Pubblicato da Legambiente Onlus su Sabato 14 novembre 2020

A partecipare in prima persona alla liberazione in mare della tartaruga è stata l'icona della musica rock italiana, Piero Pelù. Il cantante, da sempre sensibile al tema della cura dell'ambiente, ha sposato la causa della campagna Tartalove, che si batte per la salvaguardia delle tartarughe della specie Caretta caretta nel Mediterraneo. Si tratta di una specie in pericolo perché fortemente minacciata dall'inquinamento, dalla pesca, dal traffico nautico e dai rifiuti plastici che sempre più spesso vengono gettati in mare e ingeriti dagli animali che li scambiano per cibo.

Il musicista italiano, che sta anche organizzando la pulizia di alcune spiagge, dopo la visita al centro di Manfredonia e la liberazione di Pelù, "la tartaruga rock", ha detto: "Bisogna lottare contro l'inquinamento. La raccomandazione è quella di sempre: non disperdere la plastica nell'ambiente perché poi finisce in mare e va a mettere in pericolo tantissimi animali".