Gli Stadio vincono con "Un giorno mi dirai" Michielin seconda, terzi Caccamo-Iurato

Fischi per Rocco Hunt nella parte bassa della classifica, disappunto anche per Lorenzo Fragola ed Enrico Ruggeri fuori dal podio. Show di Renato Zero. Roberto Bolle balla sui Queen, Virginia Raffaele nei panni di se stessa. Cristina D'Avena porta "I Puffi" all'Ariston, Panariello fa la prima battuta politica

SANREMO. Gli Stadio sono i vincitori della 66ma edizione del Festival di Sanremo con “Un giorno mi dirai”, canzone che si aggiudica anche il premio della sala stampa radio-tv web Lucio Dalla e quello per la miglior musica Giancarlo Bigazzi. Francesca Michielin è seconda con "Nessun Grado di Separazione" , terzi Giovanni Caccamo e Deborah Iurato con "Via da qui". Fischi per Rocco Hunt nella parte bassa della classifica, disappunto anche per Lorenzo Fragola ed Enrico Ruggeri fuori dal podio. La classifica delle 16 canzoni in gara nella finalissima a Sanremo non ha rispettato i pronostici. Tra i premiati  anche Francesco Gabbani: “Amen” scritta con Fabio Ilacqua vince il premio Sergio Bardotti per il miglior testo assegnato dalla giuria degli esperti.

Con le immagini di Roberto Bolle che balla il rock, del supershow di Renato Zero e di Cristina D’Avena che canta i “Puffi”, si è conclusa la seconda edizione del Festival guidata da Carlo Conti, baciata da ascolti che non si vedevano da anni e dilagata dal piccolo schermo ai social network. È stato il Sanremo delle trasformazioni di Virginia Raffaele, per la prima volta nei panni di se stessa, con spacco vertiginoso e bottoni arcobaleno; della bellezza e dolcezza di Madalina Ghenea e della sorpresa Gabriel Garko, bravo a far virare l’immagine di sè da valletto impacciato a presentatore autoironico.

Primo colpo di scena nella finalissima tra i cantanti il ripescaggio, grazie al televoto, di Irene Fornaciari, tra i cinque eliminati venerdì sera. La cantate si è trovata poi nell'ultimo posto della classifica della serata.

Un in bocca al lupo agli artisti è arrivato dal trio del Volo, vincitore dello scorso anno, in collegamento da New York. Primo tra gli ospiti l’étoile Roberto Bolle che ha volteggiato sulle note di “We will rock you” dei Queen e poi in un passo a due con la Rafaele su "La notte vola" di Lorella Cuccarini.

Applausi per la regina delle sigle dei cartoni animati Cristina D’Avena. Chiamata al Festival a furor di popolo, ha portato i suoi successi, “Puffi” compresi, nel regno della canzone italiana. Soprattutto è stata la serata di uno strepitoso Renato Zero che ha fatto cantare la platea dell’Ariston e la sala stampa con un medley dei suoi successi.

La prima battuta politica con Giorgio Panariello arrivato a sorpresa con Leonardo Pieraccioni a dar man forte all’amico Conti in una serata orfana della comicità dei personaggi di Virginia Raffaele. «Ma l’avete interpellato Renzi?», chiede Conti. E Panariello: «ma perché lui c’ha interpellato a noi italiani per fà il presidente del Consiglio?».

Per la rubrica “Tutti cantano Sanremo”,  Beppe Fiorello e Guglielmo Scilla. A tarda serata, cambio di registro con il dj e produttore franco-giamaicano Willy William.

Si spera in ottimi ascolti, come lo sono stati anche quelli della quarta serata, con la finale delle Nuove Proposte che ha incoronato Francesco Gabbani: in media i telespettatori sono stati più di 10 milioni e lo share ha sfiorato il 48%. I picchi prima dell’ingresso del duo Caccamo-Iurato e sulla lettura della classifica dei Big. Risultati che confermano la tendenza delle scorse serate: su quattro trasmissioni, la media del Festival ha toccato quota 10,6 milioni di spettatori pari al 48.73%. Il risultato più alto degli ultimi undici anni. Il dato più interessante è l’allargamento del pubblico giovanile grazie anche ai social network: i 400-500mila tweet a serata hanno trainato un pubblico che non vive davanti alla tv.

Il successo è di certo merito anche del team alla conduzione: ha funzionato. E volato miele ieri durante una conferenza stampa tra i co-conduttori che si sono ripetuti l’uno all’altro quanto erano belli, intelligenti, auto-ironici. Un difetto, per favore, imploravano i cronisti. Ci ha provato Garko: «Madalina ha le doppie punte, Virginia è nata fallata - ha scherzato - Non dico i miei perché li avete già trovati tutti, mi avete massacrato».

E naturalmente il merito è di Conti, già sotto contratto come direttore artistico per il 2017, ieri ha incassato anche i complimenti del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

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