Governo, Gentiloni accetta l’incarico con riserva. Lega e M5s: "Non lo riconosciamo"

Il presidente della Repubblica ha incontrato alle 12.30 Paolo Gentiloni al Quirinale: a lui l'incarico di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Lega e Movimento 5 stelle non parteciperanno alle consultazioni, Fratelli d'Italia sì. Forza Italia: opposizione dialogante

ROMA. Il premier incaricato Paolo Gentiloni ha iniziato le consultazioni dei gruppi parlamentari. Il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord hanno già annunciato che non accetteranno l'invito e preparano manifestazioni di piazza. Oggi, 11 dicembre, sono stati ricevuti, tra gli altri, Ala di Denis Verdini - che ha detto: "L'incontro è andato benissimo" - e Sinistra italiana, che ha ribadito il suo no alla fiducia ad "un governo che si muove in continuità con il precedente che spaccato il paese", come ha dichiarato il capogruppo alla Camera Arturo Scotto. Le consultazioni riprenderanno domattina alle 9.30 con Fratelli d'Italia, proseguiranno alle 10 con Südtiroler Volkspartei, alle 10.15 il gruppo Civici e innovatori, alle 10.45 Conservatori e riformisti, alle 11 Area popolare, alle 11.30 Forza Italia e alle 12.30 il gruppo Grandi autonomie e libertà del Senato. Si chiuderà alle 14 con il Partito democratico, che ha convocato la direzione nazionale per le 12.

L'Aventino M5s, non parteciperemo a voto fiducia. Il Movimento 5 Stelle medita una sorta di Aventino e con ogni probabilità non parteciperà al voto di fiducia che dovrà dare il via libera al nuovo governo. "Mercoledì, giorno in cui presumibilmente si dovrà votare la fiducia, non parteciperemo", hanno annunciato i capigruppo di Senato e Camera Luigi Gaetti e Giulia Grillo, spiegando che nessun nuovo governo può essere - a loro avviso - legittimato. Una possibilità confermata da Luigi Di Maio: "Non abbiamo intenzione
di votare né la fiducia né il No al governo Gentiloni che è frutto di una manovra di palazzo. Ricorderemo a questo governo che è illegittimo, che si basa sul tradimento degli elettori. Non parliamo di collaborazione, parliamo di mobilitazione". Intervistato a "Faccia a Faccia" di Giovanni Minoli, Alessandro Di Battista ha smentito l'ipotesi: "Non andremo sull'Aventino, ma andremo nelle piazze, faremo mobilitazione. L'Aventino ha portato sempre molta sfortuna a chi l'ha fatto". 

Meloni: pronti a scendere in piazza. "Gentiloni convocato da Mattarella per ricevere il mandato a formare il nuovo Governo. Tutto cambia perché nulla cambi. Siamo passati dal Governo del burattino delle lobby al Governo del burattino del burattino delle lobby. Se il Pd pensa si trascinarci a fine legislatura con il quarto esecutivo non scelto dagli elettori, sappia che il 22 gennaio ci troverà in piazza con tutti gli italiani che ancora credono che la sovranità appartiene al popolo e rivendicano il loro diritto a votare e decidere". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Salvini: "Non rinosciamo legittimità a Gentiloni. "Non riconosciamo alcuna legittimità a Gentiloni e al suo governo. Non abbiamo tempo da perdere in inutili consultazioni. L'unica risposta che vogliamo ascoltare è
la fissazione della data per le elezioni politiche". Così il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che conferma la manifestazione di piazza per il 17 e il 18 dicembre prossimi. Unica voce fuori dal cuore continua ad essere quella di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere non offrirà nessun sostegno al governo ma, parallelamente, si dice pronto a collaborare per una nuova legge elettorale. L'obiettivo insomma è fare quella "opposizione responsabile" che il leader di Forza Italia ha illustrato anche a Sergio Mattarella.

L'annuncio. Alle 13.15 è arrivata la notizia dal Quirinale: Paolo Gentiloni si riserva di accettare l'incarico di formare un nuovo governo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato Il ministro degli Esteri alle 12.30 a palazzo del Quirinale per conferirgli l'incarico dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Gentiloni quindi si è recato a Palazzo Madama per incontrare il presidente del Senato Pietro Grasso, dove l'incontro è durato circa 15 minuti, e poi a Montecitorio dove ha incontrato Laura Boldrini per circa 20 minuti. Gentiloni potrebbe tornare al Quirinale già da domani mattina per sciogliere la riserva. Naturalmente i tempi impressi da Mattarella sono serrati e rimane sullo sfondo anche l'appuntamento del prossimo Consiglio Europeo in programma il 15 dicembre.

Dal canto suo il premier uscente Matteo Renzi in un post notturno su Facebook conferma le sue dimissioni e, tra scatoloni e figli a letto, confessa: "Ho sofferto, non sono un robot".

Il discorso di Gentiloni. "Ringrazio il capo dello Stato, cercherò di svolgere il compito con dignità per accompagnare e facilitare il lavoro parlamentare nel definire le nuove regole elettorali". Sono queste le prime parole del presidente del Consiglio incaricato al Quirinale, dopo aver ricevuto il mandato da Mattarella. "Dalle consultazioni - ha aggiunto - è emersa l’indisponibilità delle maggiori forze delle opposizioni a condividere responsabilità in un nuovo governo. Dunque non per scelta ma per senso di responsabilità ci muoveremo nel quadro del governo e della maggioranza uscente". E su Renzi dice:  "Decisione di Renzi di non accettare un reincarico in coerenza con l'impegno che aveva manifestato e questa coerenza merita rispetto e da parte di tutti". “Sono infine consapevole - ha sottolineato Gentiloni - dell’urgenza di dare all’Italia un governo nella pienezza dei poteri e di rassicurare i nostri cittadini che affronteremo con il massimo impegno le priorità internazionali, economiche e sociali. A cominciare dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto”.

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L'agenda di Gentiloni. Gentiloni ha promesso tempi brevi e quindi al più tardi martedì preparerà la lista dei ministri e scioglierà la riserva, per arrivare a giurare entro mercoledì e presentarsi forte in Europa. Poi ci sarà il passaggio della fiducia, anche se la maggioranza che sosterrà il governo sarà praticamente la stessa del governo Renzi, visto che gli altri partiti non hanno dato la disponibilità - Forza Italia in primis - alla formazione di un governo di larghe intese. A quel punto la politica potrà pensare alla nuova legge elettorale per poi andare alle urne nella tarda primavera, probabilmente a giugno.

Il no di Cuperlo all'Istruzione. Gentiloni dovrà recuperare lo strappo apertosi con la minoranza dem nella lunga campagna referendaria. Ma il primo tentativo in questa direzione è fallito. L'offerta più clamorosa - declinata - è stata avanzata a Gianni Cuperlo che nelle ultime settimane che hanno preceduto il voto del 4 dicembre si era orientato per il Sì. A lui è stato proposto l'ingresso nel governo Gentiloni con la delega alla Pubblica istruzione. A conferma del fatto che Stefania Giannini non sarà riconfermata al suo posto. Ma Cuperlo ha rifiutato.