Sgomberi, beni confiscati a mafie come alloggi: lo studio del Viminale

Ministro Minniti

La direttiva punta a coinvolgere e responsabilizzare prefetti e sindaci

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Utilizzare i beni confiscati alla criminalità organizzata. È questa, a quanto si apprende, una delle ipotesi più concrete allo studio per le linee guida sugli sgomberi degli edifici occupati di cui si discuterà lunedì 28 agosto 2017 al Viminale in una riunione con il ministro Minniti. La direttiva punta a coinvolgere e responsabilizzare prefetti e sindaci, ma si valuta anche di coinvolgere il sociale, non solo attraverso gli organi delle amministrazioni comunali deputati a questo settore, ma anche tramite associazione qualificate.



L'ipotesi di usare i beni confiscati potrebbe venire incontro anche alle osservazioni e alle critiche che spesso, in passato, sono state mosse in merito al mancato riutilizzo o a un utilizzo non "virtuoso" dei beni confiscati alle mafie.

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Alcuni organi di stampa avevano invece fatto riferimento all'ipotesi che il ministero dell'Interno procedesse a far requisire edifici pubblici vuoti. Ipotesi che appare però - spiegano fonti del Viminale - non praticabile anche da un punti di vista giuridico.

«Il ministro Minniti in questi mesi è intervenuto con linee guida in diversi ambiti, dalla sicurezza urbana all'ordine pubblico. Avere delle linee guida anche in materia di sgomberi di edifici occupati da applicare nei casi concreti non può che essere molto utile. Nel caso specifico sarebbe però importante concordarle e coinvolgere anche gli altri livelli istituzionali, in particolare l'Anci a nome dei Comuni». E quanto sottolinea Antonio Giannelli, presidente del Sinpref, associazione sindacale dei funzionari prefettizi in merito alla direttiva in materia di sgomberi allo studio del Viminale.

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«È fondamentale che queste disposizioni - sottolinea Giannelli - siano condivise con chi opera sul territorio». Quanto all'ipotesi di utilizzare i beni confiscati alle mafie come soluzione abitative alternative per gli occupanti, «è un'idea che non può non trovarci d'accordo».