Nasce memorie.it: spazio virtuale per ricordare i lutti del coronavirus

Un sito voluto da Gedi con oltre settecento vite raccontate nelle pagine dei giornali e dei social

TORINO. Onorio aveva 86 anni, ferroviere in pensione. Mirko di anni ne aveva 57, era volontario della Croce Bianca. Annamaria e Gianluigi se ne sono andati a 24 ore una dall’altro. Maurizio e Maria Tundra sono rimasti in casa giorni a combattere contro il virus. Nomi, cognomi, età, le città di una vita, il lavoro, le famiglie, le passioni. I nomi dei numeri. Le storie personali di chi non è sopravvissuto a questo periodo di emergenza coronavirus. Si è detto che «ha ucciso una generazione». Vero. Il covid-19 ha soffocato tanti anziani, memoria di un Paese. Ma non solo. È sulla necessità del ricordo che il lavoro dell’informazione si è concentrato, con pari importanza rispetto agli aggiornamenti costanti, alle guide per comprendere decreti e norme da seguire. Nelle redazioni da mesi si combatte per non perdere la memoria. Un compito difficile: raccogliere le testimonianze dei parenti, la rabbia dei figli, lo sfogo degli amici, fissare i ricordi che in questa emergenza non possono essere condivisi in cerimonie pubbliche. Serve un luogo della memoria. Uno spazio per dare un nome ai numeri, per dare la possibilità di riconoscere i propri cari in un lutto collettivo, per dare a tutti un modo per lasciare un semplice “addio”.

“Memorie” è tutto questo. Un sito semplice, per essere alla portata di tutti. Per ritrovare Antonio, militare in congedo, il poliziotto Elvio, Leonardo, alpino e appassionato di storia locale, Massimiliano, maresciallo di 53 anni morto a La Spezia, Giuseppe il barbiere. Per conoscere e riconoscere Cesira che a Pavia era stata mondina, poi cuoca a Genova, Giuseppe, una vita da agricoltore, Arrigo, ordinario di Neurologia.

Memorie è un luogo condiviso per ricordare Gino, medico in pensione da quattro anni, tornato in servizio per far fronte all’emergenza. E con lui sono oltre 140 i medici morti in tutta Italia. Un luogo di conforto per lasciare un pensiero a chi se ne è andato in questi giorni di isolamento. Marcello, 55 anni, elettricista; Dea, che da giovane aveva lavorato come magliaia, Enzo, storica guida turistica del mantovano, Gianfranco, farmacista di Chivasso, Maria, postina in pensione. C’è la storia del nostro Paese dietro i loro nomi.

Memorie è un sito avviato dalle testate del Gruppo Gedi, con oltre settecento vite raccontate nelle pagine dei giornali, sui siti, sui social. È solo un primo passo, perché ora serve l’aiuto di tutti per restituire quanti più nomi ai numeri. Il contributo dei lettori, dei cittadini, può aiutare in due modi diversi, entrambi importanti. Il primo è quello di aggiungere un nome al memoriale, con «segnala la scomparsa di una persona cara» si può condividere la storia di un familiare, di un amico. Il secondo modo è aggiungere un proprio ricordo alle persone che già si trovano sulle pagine di Memorie. Un testo o una fotografia, un dettaglio che manca, un pezzetto di vita rimasto inespresso, un aneddoto del passato, attimi di una felicità che ora sembra congelata. Isolina, Nicla, Rodolfo, di loro e di tanti altri sappiamo solo quando il virus li ha portati via. Insieme possiamo aiutare a ricordarli.

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