Due studenti su 3 di nuovo in aula, il ministro Bianchi: “Un segno di fiducia per il Paese”

Dopo lo stop forzato negli istituti si torna con quasi il 70% del personale vaccinato, ma la sicurezza dei trasporti pubblici rimane un’incognita

Sarà un risveglio diverso quello di oltre 6 milioni di studenti. Domani due su tre rientreranno a scuola per seguire finalmente le lezioni in presenza in un'Italia a due colori, con 9 regioni in rosso e 11 in arancione, "questo è un grande segno di fiducia nel Paese", ha commentato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi.

Dopo lo stop forzato, negli istituti si torna con quasi il 70% del personale vaccinato, una precauzione necessaria che rende più sicuro il mondo dell'istruzione, la cui ripartenza è al primo posto per il governo Draghi. Dunque per molti un addio alla didattica a distanza: il nuovo decreto varato dal governo infatti prevede la scuola in presenza nelle zone arancioni fino alla prima media e dalla seconda media e per tutto il ciclo scolastico delle superiori la presenza almeno al 50%. Mentre nelle zone rosse frequenteranno tutti gli alunni fino alla prima media, Dad dalla seconda media in poi.

Il decreto prevede anche che le Regioni non potranno emanare decisioni più restrittive in ambito scolastico decretando la chiusura dell'attività in presenza. I numeri del rientro a scuola però non soddisfano i partiti di tutto l'arco costituzionale: oggi alla Camera è stata presentata la prima mozione per chiedere conto al Governo della prolungata chiusura delle scuole. Oggi centinaia di mail di genitori, studenti e insegnanti hanno scritto ai capigruppo dei partiti alla Camera per chiedere di votare a favore della mozione che chiede la riapertura di tutte le scuole.

Il comitato Priorità alla Scuola ha chiesto audizione alla VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera e alla VII Commissione permanente (Istruzione pubblica, Beni culturali) del Senato. E domani riprendono le mobilitazioni di protesta davanti alle scuole per chiedere la riapertura di tutti gli istituiti scolastici. Per far ripartire la scuola in sicurezza è tuttavia necessario garantire un trasporto pubblico privo di rischi per i ragazzi che ne fanno uso: controlli dei Nas, d'intesa con il ministero della Salute, sui mezzi di trasporto pubblico per verificare il rispetto delle norme anti-Covid, hanno portato a contestare la regolarità per 65 mezzi su 693 ispezionati. Tra i tamponi di superficie raccolti sono emersi 32 casi di positività per la presenza di materiale genetico riconducibile al virus trovato in autobus, vagoni metro e treni a Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Varese e Grosseto. E riguardo a questo Bianchi ha sottolineato che "la scuola è sicura ma non è sotto una campana di vetro, quindi quel grado di responsabilità che tutti dobbiamo avere non può essere solo nella scuola ma deve essere dappertutto".

Intanto però ci sono già le prime eccezioni alle norme sulle riaperture: il sindaco di Macomer (Nuoro), vista l'impennata di contagi, ha deciso di sospendere le lezioni in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado da domani fino al 14 aprile. In Puglia, per gli alunni dalla scuola dell'infanzia alla prima classe delle secondarie di primo grado, i dirigenti scolastici stanno raccogliendo le richieste delle famiglie che sceglieranno la dad, come prevede l'ultima ordinanza regionale. Sui siti internet delle diverse scuole sono in pubblicazione in queste ore i moduli da compilare e da trasmettere alle scuole, in alcuni casi "suggerendo" ai genitori di scegliere la didattica a distanza.

Per monitorare e uniformare i provvedimenti nel campo scolastico, il ministero dell'Istruzione ha chiesto a quello della Sanità la possibilità di avere un Protocollo unico se si dovessero verificare contagi tra i banchi, ma al momento non è arrivata nessuna risposta. Restano critici i presidi dell'Anp (Associazione nazionale presidi) sull'attività di monitoraggio nelle scuole: "Credo che il problema sia logistico - ha detto il presidente Antonello Giannelli - I numeri degli operatori non sono ancora sufficienti per condurre questa operazione di grandi dimensioni".

(fonte: La Stampa)