Acque termali: indicate anche nei percorsi post Covid: hanno effetti positivi sulle patologie delle vie respiratorie

Continuano le verifiche sull'efficacia delle terapie. Studi sulla rinite allergica al centro di due congressi internazionali. Una nuova ricerca sul biofilm batterico 

L'acqua termale toccasana per chi ha problemi respiratori. Non è una novità ma in tempi di Covid aumenta l'attenzione ai benefici delle terapie idrologiche e inalatorie. Indicate anche fra i percorsi post coronavirus per gli effetti antibatterici, antivirali e disinfettanti delle acque di tipo sulfureo o salso-bromo-iodica la cui efficacia è continuamente testata. Obiettivo: verificare gli esiti sulle malattie soprattutto croniche delle vie aeree per le quali, in diverse Terme, le terapie su richiesta medica sono continuate anche in pandemia. Affiancate dalle cure cliniche puntano a risolvere alcune problematiche e alleviare i sintomi di molte patologie respiratorie. Come la sinusite e la bronchite in forma sia acuta che cronica, la rinite allergica, l'asma bronchiale, la broncopneumatopia cronico-ostruttiva, l'enfisema polmonare, la sindrome sinuso-bronchiale, la pollinosi. Con l'acqua termale è possibile migliorare il drenaggio e la fluidificazione del catarro presente nel naso e nei seni paranasali con benefici per l'ossigenazione generale. E avere un effetto antinfettivo perché diminuisce la presenza di microbi che portano l'infiammazione che spesso si cronicizza. 

Fra le malattie in elenco le riniti allergiche saranno al centro di due importanti appuntamenti internazionali in cui verrà evidenziata l'efficacia dell'acqua termale di Merano come esempio italiano. Se ne parlerà al “13th International Conference on Allergy, Immunology and Rheumatology” previsto a Dubai il 23 e il 24 aprile dove è stato invitato Desiderio Passali, presidente del Coordinamento medico-scientifico delle Terme altoatesine. E all’assemblea generale della ESMED, la Società di Medicina Europea, in programma il prossimo 20 agosto a Berlino che vedrà la partecipazione di Luisa Bellussi coautrice dello studio che verrà discusso. Si tratta di una ricerca non recente i cui risultati  

hanno dimostrato che le inalazioni con acqua termale hanno un effetto paragonabile all’uso degli spray al cortisone, ma senza gli effetti collaterali che spesso accompagnano l’assunzione di questi farmaci. 

È inoltre imminente la pubblicazione di un nuovo lavoro avviato prima della pandemia, nell'autunno del 2020, per valutare l'efficacia dell'acqua termale nel dissolvere il biofilm batterico. Quest'ultimo è una sorta di pellicola che si attacca alle mucose delle vie respiratorie e diminuisce l'efficacia degli antibiotici. Secondo una stima del "Center for Disease Control" di Atlanta questa pellicola è presente nel 60-85% delle patologie respiratorie croniche. I primi risultati sarebbero positivi: «Particolarmente efficaci appaiono i dati che riguardano i batteri che maggiormente sono implicati nelle infezioni delle vie respiratorie - spiega il direttore sanitario Salvatore Lo Cunsolo -. Il contatto con l'acqua termale porta ad una significativa riduzione del biofilm che determina una maggiore efficacia del trattamento con antibiotici».

(fonte: La Stampa)