Coronavirus in Italia, il bollettino dell’8 maggio: 10.176 nuovi casi, 224 decessi. Le tappe delle riaperture

 Sono 139 i morti con il Covid nelle ultime 24 ore. Sempre tanti, troppi. Ma si tratta del dato più basso dallo scorso 25 ottobre, quando se ne registrarono 128. Un segnale importante in vista della settimana che porterà il Governo a definire il cronoprogramma delle nuove riaperture: dai matrimoni allo sport, dai ristoranti al chiuso all'allentamento del coprifuoco ai centri commerciali nei weekend. Mentre al ministero della Salute si ragiona su una possibile modifica dell'indice Rt che potrebbe altrimenti rimandare alcune regioni in arancione nonostante il trend positivo su ricoveri e contagi. Con la campagna vaccinale che continua a spron battuto (23.349.402 somministrazioni totali e 7.155.712 italiani che hanno completato il ciclo) e la situazione del contagio che migliora, da lunedì l'Italia non avrà più regioni in zona rossa, a eccezione di qualche provvedimento più restrittivo a livello locale. Il fine settimana intanto, complice il clima estiva, è stato caratterizzato da spiagge e zone della movida affollate, con tanti interventi delle forze dell'ordine che ieri hanno sanzionato 1.500 persone. Le uniche in arancione saranno Valle d'Aosta, Sicilia e Sardegna, il resto della Stivale sarà colorato di giallo. Ma è allerta assembramenti nelle città, complice il weekend di sole che ha baciato un po' tutto il Paese. Fra i grandi centri, Milano ha retto l'urto di un sabato che si preannunciava 'caldo', con la festa dei tifosi dell'Inter fuori da San Siro e la manifestazione a favore del ddl Zan all'Arco della Pace, mentre anche le vie dello shopping e i luoghi della movida si sono riempiti.

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Tra i settori che chiedono a gran voce la ripartenza c'è quello dei matrimoni, che lamenta perdite elevate a causa del blocco delle cerimonie. «Moltissimi futuri sposi e operatori del wedding - spiega il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini - mi hanno scritto e io li rassicuro: il Governo ci sta lavorando e sulla base dell'andamento dei contagi presto daremo una data» per la ripresa «perché i matrimoni vanno programmati per tempo. E lo stesso vale per lo sport. Già in settimana ci saranno cabine di regia con il Cts per dare date a questi settori». Tra le attività sportive in stand by ci sono le piscine al chiuso e le palestre. Per i matrimoni le Regioni puntano a ripartire già dall'1 giugno con le linee guida messe a punto, che prevedono banchetti all'aperto, ospiti rigorosamente distanziati e tutti con la mascherina. Ma una data più probabile è quella del 15 giugno. Il via libera alle piscine al chiuso potrebbe invece avvenire prima. Ovviamente, tutto è condizionato da un'attenta analisi dei dati epidemiologici dal 26 aprile.

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Per quanto riguarda i ristoranti al chiuso, caffè al bancone ed il prolungamento del coprifuoco (alle 23 o alle 24 a seconda di quale linea prevarrà nel Governo) le novità potrebbero scattare già da lunedì 17 maggio. Ma si tratta di punti ancora divisivi all'interno della maggioranza ed il premier Draghi dovrà quindi trovare una sintesi come è accaduto per le riaperture del 26 aprile scorso. La cabina di regia politica che deciderà si riunirà a metà settimana. Le misure andranno poi in Consiglio dei ministri. «Il Governo - spiega Gelmini - ha scelto di procedere verso riaperture graduali, progressive e in sicurezza, ma non possiamo abbandonare tutte le precauzioni, le mascherine serviranno ancora. La campagna vaccinale però va avanti e possiamo guardare al futuro con ottimismo e fiducia, mentre sono buone notizie anche la riduzione dei contagi, dei posti letto e delle terapie intensive». I dati delle ultime 24 ore, oltre alle minori vittime, fa registrare un aumento del tasso di positività (dal 3% al 3,7%), con 8.292 contagiati. I ricoverati in terapia intensiva sono scesi a 2.192, 19 in meno di ieri. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 15.420 persone, in calo di 379 unità. Il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, invita alla prudenza: «Se si rispettano le restrizioni, la mascherina, il distanziamento - osserva - sicuramente non avremo particolari problemi. Se invece pensiamo che abbiamo superato la pandemia, e purtroppo non è così, rischiamo di ritrovarci nuovamente con i contagi e con l'aumento del tasso di occupazione dei reparti Covid, dei reparti di terapia intensiva e davanti ad altre chiusure». Sulla stessa linea il presidente della Campania, Vincenzo De Luca.

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«Apriamo i locali pubblici fino a mezzanotte - dice - non è questo che mi preoccupa. Ho terrore per la movida. Se avremo una movida incontrollata, a settembre avremo una quarta ondata del Covid». L'Italia si avvia a diventare sempre più gialla da lunedì e il bollettino del ministero della Salute fa ben sperare. Sono 10.176 i nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore (4.102.921 dall'inizio della pandemia) e 224 i morti, in leggera risalita rispetto ai 207 di ieri, con il totale che sale a 122.694 dall'inizio della pandemia. Il tasso di positività scende leggermente dal 3,2 al 3% con 338.436 tamponi, fra molecolari e antigenici rapidi, analizzati rispetto a ieri. Continua, intanto, a calare la pressione ospedaliera. Sono 532 in meno da Nord a Sud i ricoverati nei reparti ordinari, per un totale di 15.799 posti occupati in area non critica. I pazienti in terapia intensiva sono al momento 2.211, 42 in meno nelle ultime 24 ore. Il saldo degli ingressi del giorno è di 110.

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(fonte: La Stampa)