Coronavirus, il bollettino del 12 maggio in Italia: 8.085 nuovi casi, 201 decessi

Si allenta ancora la pressione sugli ospedali: in 35 giorni -49,1% i ricoveri con sintomi e -45,1% le terapie intensive

Oggi casi in leggera risalita da 7.852 a 8.085 con un tasso di positività al 2,8%, lo 0,3 in più di ieri. Scendono invece da 262 a 201 le vittime mentre sono 99 i ricoverati in meno nelle terapie intensive e 672 quelli nei reparti di medicina.

In Lombardia i casi salgono da 1.198 a 1.396, con un tasso di positività in crescita di mezzo punto al 2,8% mentre si contano 13 decessi contro i 36 di ieri. Contagi in flessione da 774 a 706 in Piemonte dove anche il tasso di positività cala dal 7,9 al 6,7% mentre si contano 14 vittime, 4 meno di ieri. In Veneto aumentano appena da 468 a 493 i nuovi contagi Covid-19 nelle ultime 24 ore e 9 decessi. Lo riferisce il bollettino della Regione. Scende ancora il numero dei malati Covid ricoverati negli ospedali, 1.081 (-36), dei quali 946 (-33) nei normali reparti medici e 135 (-3) nelle terapie intensive. Salgono da 509 a 618 i contagi in Emilia Romagna dove anche il tasso di positività va su dal 4,5 al 5,8%.

Sono 651 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Toscana nelle 24 ore su 23.271 test effettuati di cui 12.942 tamponi molecolari e 10.329 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 2,80% (7,7% sulle prime diagnosi). Rispetto al giorno precedente si registra un aumento del numero dei contagi (ieri erano 495) a fronte di un numero di test quasi simile (erano 23.190) quindi il tasso di positività sale (era 2,13%).

Lieve aumento da 633 a 654 dei casi nel Lazio dove si contano anche 21 vittime, una meno di ieri. Calano appena da 1.127 a 1.110 i casi in Campania dove però si registrano solo 2.700 tamponi contro gli oltre 12mila di ieri. Si contano anche 24 vittime, sei meno di ieri. In Puglia scendono da 615 a 554 i nuovi positivi con un tasso di positività che sale però dal 5,5 al 6% mentre si contano 31 decessi, 5 meno di ieri.

Continua in Italia il calo di nuovi casi di Covid (-19%) e dei decessi (-15,4%) anche nella settimana 5-11 maggio. Si allenta ancora la pressione sugli ospedali: in 35 giorni -49,1% i ricoveri con sintomi e -45,1% le terapie intensive. Questo il quadro tracciato dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. I nuovi casi scendono a 63.409 da 78.309, i decessi a 1.544 da 1.826. In calo anche gli attualmente positivi (363.859 da 413.889), le persone in isolamento domiciliare (346.866 rispetto a 393.290), i ricoveri con sintomi (14.937 contro 18.176) e le terapie intensive (2.056 da 2.423). La Fondazione osserva poi che «il 68% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con le Province autonome di Trento e Bolzano che si avvicinano all'80%» e rileva «notevoli differenze regionali nelle fasce over 80 e 70-79 anni, mentre quella 60-69, a fronte di un rilevante impatto sulle ospedalizzazioni, è ancora molto indietro».

Coronavirus, mascherina all'aperto sì o no? Il parere degli esperti

Continua a calare, a livello nazionale, anche il numero delle terapie intensive occupate da pazienti Covid, attestandosi al 22%, ben 8 punti sotto la soglia critica del 30%. E scendono a 2 le regioni che superano tale soglia oltre la quale diventa difficile la presa in carico di malati non Covid: Lombardia, Toscana. Lo mostrano i dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata del 2 maggio. Una discesa decisa, da Nord a su Italia, se si considera che ancora, il 27 aprile le terapie intensive Covid erano al 30% a livello nazionale e 7 le regioni oltre questo valore. Dati importanti perché quello del tasso di occupazione dei posti letto sarà uno dei parametri del nuovo Monitoraggio che regola il semaforo delle misure restrittive.

Covid, Giorgio Palù: "Tra un mese addio al coprifuoco. E spostarlo di un'ora non è un problema"

Cala ancora, attestandosi al 23%, anche la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid-19 nei reparti ospedalieri ordinari, restando quindi ben al di sotto della soglia di allerta del 40% individuata dal Ministero della Salute (superata solo dalla Calabria). Tale valore era pari 32% lo scorso 27 aprile e al 28% lo scorso 25 maggio. Questo, nel dettaglio, è ora il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti ordinari nelle varie Regioni e Province autonome: Abruzzo (13% intensive, 21% reparti ordinari); Basilicata (11%, 27%); Calabria (18%, 41%); Campania (19%, 30%); Emilia Romagna (23%, 19%); Friuli Venezia Giulia (10%, 19%); Lazio (26%, 27%); Liguria (22%, 19%); Lombardia (32%, 25%); Marche (24%, 24%); Molise (10%, 11%); PA di Bolzano (6%, 6%); PA di Trento (22%, 9%); Piemonte (23%, 27%); Puglia (27%, 35%); Sardegna (18%, 16%); Sicilia (15%, 24%); Toscana (31%, 20%); Umbria (19%, 20%); Valle d'Aosta (23%, 8%); Veneto (11%, 11%).

I polmoni dei pazienti Covid-19 guariti e quelli dei fumatori messi a confronto: ecco le conseguenze del virus

(fonte: La Stampa)