Omicidio di Willy, la Corte d’Assise rigetta la richiesta del rito abbreviato per gli imputati

I genitori di Willy Monteiro Duarte all'ingresso del tribunale di Frosinone

La famiglia del giovane ucciso e i Comuni di Artena, Colleferro e Paliano ammessi al processo come parte civile

DALL’INVIATA A FROSINONE. Fuori dal Tribunale un gruppo di amici con la T-shirt bianca e la scritta in nero «Ciao Willy». All’interno del palazzo di giustizia di Frosinone, i genitoriArmando e Maria Lucia e la sorella Milena del giovane Willy Monteiro Duarte ucciso di botte la notte tra il 5-6 settembre scorso a Colleferro. 

La prima udienza, prevalentemente di carattere tecnico, si è conclusa con la decisione della  Corte di Assise di respingere la richiesta di rito abbreviato per gli imputati dell’omicidio di Willy, già formulata davanti al gip e oggi reiterata, «ritenuto – ha spiegato in aula il presidente Francesco Mancini – che la legge 33/19 esclude per i delitti puniti con l'ergastolo l'accesso al rito abbreviato». I quattro assassini, accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, rischiano dunque l’ergastolo.

«Non vogliamo vendetta ma giustizia» ribadiscono i genitori del ragazzo di 21 anni ammazzato con calci e pugni in appena 1 minuto e 25 secondi. 

In aula presente la mamma e il papà del ragazzo che è stato ucciso e la cui famiglia è stata ammessa al processo come parte civile. Sono quattro persone accusate dell'omicidio del giovane, picchiato a morte davanti ad un locale di Colleferro nel settembre dello scorso anno. Degli imputati è presente in aula il solo Francesco Belleggia – che si trova ai domiciliari –, i fratelli Bianchi e Pincarelli sono collegati in videoconferenza dal carcere. I fratelli Marco e Gabriel Bianchi, soprannominati i «gemelli» per la loro somiglianza sono campioni di Mma, tecnica mista di arti marziali. 

 Il presidente ha annunciato che «fino al 31 luglio prossimo, considerata l'emergenza pandemica in atto, agli imputati sarà permessa la presenza al processo solo in videoconferenza».

Si è comunque trattato del primo faccia a faccia, seppur in video conferenza per tre imputati, tra la famiglia di Willy e i suoi assassini. 

Omicidio Willy Monteiro, via al processo. La madre: "Lui è qui con noi e ci dà la forza"

«Le lettere di scuse inviate da Mario Pincarelli come raccomandate con ricevuta di ritorno – dicono gli avvocati Domenico Marzi e Vincenzo Galassi che assistono rispettivamente la madre e la sorella e il padre del 21enne ucciso – appaiono tentativi strumentali di voler sembrare accorti nei confronti della famiglia che però non ha voluto strumentalizzarle. Non vogliamo nemmeno commentarle ma alla fine ci giovano perché sono una rappresentazione evidente della superficialità nella condotta da parte degli imputati».

Anche i Comuni di Artena, Colleferro e Paliano sono stati ammessi nella costituzione di parte civile nel proceiso per l'omicidio di Willy Monteiro. Lo ha deciso il presidente della Corte d'Assise di Frosinone, Francesco Mancini unitamente al giudice a latere Chiara Doglietto.

«Così come emerso dalle indagini preliminari, Francesco Belleggia non ha partecipato all'aggressione», ha detto uscendo dall'aula l'avvocato Vito Perugini, per poi aggiungere che «abbiamo sempre risposto ai due interrogatori di garanzia che ci sono stati e riteniamo che le nostre versioni siano state complete, esaurienti e riscontrate soprattutto dalle verifiche ci sono state nel corso delle indagini preliminari. Vero è che nessuno dei testi non sospetti indica tra gli aggressori il mio assistito».

La mamma di Willy, seduta in ultima fila accanto alla figlia e al marito, dice di «trovare la forza di andare avanti solo grazie all’amore per Willy. Oggi sono qui grazie alla forza che mi dà lui. E spero sia fatta giustizia». 

La corte, dopo essersi riunita, ha ammesso la presenza dei giornalisti alle udienze. 

(fonte: La Stampa)