Rosario Coco: “I mondiali di calcio in Qatar? Volevo andarci con mio marito e il tricolore, ora ho cambiato idea. La Fifa prenda posizione”

Segretario di Gaynet, è il primo e unico calciatore di campionati Figc ad essersi pubblicamente dichiarato omosessuale in Italia. «Niente effusioni in pubblico hanno detto. Un paese drammatico in quanto a diritti per le donne e gli Lgbtiq»

«Volevo andare in Qatar per i mondiali di calcio con mio marito, a tifare con un tricolore e con un rainbow: ho deciso che non andrò. Le dichiarazioni del Presidente del comitato organizzatore sul divieto di effusioni in pubblico sono irricevibili: il grande calcio non può sospendere i diritti umani, se una coppia etero può baciarsi allo stadio dobbiamo poterlo fare tutte e tutti».

Lo ha detto Rosario Coco, segretario di Gaynet che nel 2014, a 29 anni, decise di fare il suo primo coming out con i compagni di squadra della Roma Ostia Antica, che giocava a calcio in terza categoria. Attualmente è il primo e unico calciatore di campionati Figc ad essersi pubblicamente dichiarato omosessuale in Italia.

«Le perplessità erano già molte: non scopriamo certo oggi che il Qatar è uno di quei Paesi drammatici per i diritti delle donne e per la vita delle persone Lgbtiq, dove l'omosessualità maschile è illegale. Tuttavia - ha aggiunto - ho sempre pensato che i grandi eventi, in grado di muovere milioni di persone, potessero muovere le acque in positivo. Così non sarà, anzi: si rischia un inno all'omofobia senza precedenti. È vergognoso chiedere a tifosi e tifose provenienti da tutto il mondo di nascondere la propria identità pubblicamente: siamo benvenuti per portare li i nostri soldi ma non i nostri baci?».

Coco, si augura quindi che la Fifa «prenda duramente posizione sulla scia di quanto fatto anche dal comitato olimpico internazionale, che ha rivisto di recente le linee guida per gli atleti trans e intersex verso la piena inclusione».

Il segretario di Gaynet sottolinea inoltre che le dichiarazioni del Presidente del comitato organizzatore, «di fatto forniscono giustificazione a possibili episodi di violenza, scaricando la responsabilità sulle persone aggredite. Ha ragione Josh Cavallo (calciatore australiano dell'Adelaide United, ndr) a preoccuparsi - sostiene infine - invito tifoserie, sportivi e sportive Lgbtiq a non andare in Qatar fino a quando non verranno ritirate queste dichiarazioni».

(fonte: La Stampa)