Covid: tutte le regole del Natale con il Super Green Pass

Da lunedì al 15 gennaio in vigore il certificato verde rafforzato: svaghi al minimo per chi non è vaccinato o guarito

Lunedì scattano le nuove regole che renderanno più libere le festività natalizie dei vaccinati, meste e con poco o niente svago per chi vaccinato non è. Con il Green Pass «basico», quello rilasciato anche con il solo tampone rapido (durata 48 ore) o molecolare (72 ore), si potrà continuare a viaggiare in aereo, treno e nave, prendere bus e metro, andare in palestra e piscina, a lavorare e niente più. Salvo recarsi a fare spesa e compere, perché nei negozi si entra senza certificato ma solo con la mascherina. In particolare sarà tabù sedersi al tavolo di un bar o di un ristorante al chiuso, andare al cinema, a teatro o ad ascoltare un concerto, scatenarsi in discoteca. Ma anche sciare, se gli impianti si trovano in zona arancione, come potrebbe accadere prima di Natale alle sempre ambite Dolomiti. Tutte attività invece accessibili ai vaccinati. Mentre i sei milioni che non lo sono ancora non potranno allontanarsi nemmeno dal proprio comune. Un viaggio all’estero sarà possibile invece anche con il semplice tampone. Ma anche qui attenzione alle regole che variano e di molto da Paese a Paese. Per chi il viaggetto vuole invece farselo senza varcare la frontiera sarà bene ricordare che in hotel non si va più liberamente, ma almeno il Green Pass base bisogna averlo. Ad eccezione dei bambini sotto i 12 anni che sono esentati.

Le nuove regole, valide almeno fino al 15 gennaio, si intrecciano però con quelle del «decreto riaperture» di ottobre e le nuove linee guida delle regioni appena approvate dal Cts. Per questo nelle schede che seguono abbiamo cercato di rimettere insieme i pezzi del puzzle, riassumendo le norme che sarà bene tenere a mente se non si vorranno pagare le sanzioni che vanno da 400 a mille euro oppure da 600 a 1.400 euro se a non rispettarle è chi gestisce le attività.

Senza certificato forte ci si siede solo all’aperto

Dove sarà più difficile districarsi nel dedalo di norme è proprio nei servizi di ristorazione. Quindi bar e ristoranti, ma anche pub, pasticcerie, gelaterie. In tutti questi luoghi per sedersi al tavolo al chiuso dal 6 dicembre servirà il super Green Pass, riservato solo a vaccinati e guariti. Per un caffè o un drink veloce al bancone del bar non serve invece nemmeno il certificato base, quello che si ottiene con il tampone. Stessa cosa se ci si siede all’aperto, anche di un ristorante, o per acquistare cibo e bevande da asporto. Ai clienti degli alberghi che vorranno accomodarsi al bar o al ristorante della struttura basterà invece il Green Pass basico. Per i clienti esterni serve quello «rafforzato». Anche con quest’ultimo però è bene ricordare che, quando ci si alza da tavola per andare in toilette o a pagare, la mascherina va sempre tirata su. In zona arancione senza il super Green Pass non ci si siede né al bar né al ristorante.

Capienza dimezzata se scatta la zona gialla

Dal 6 dicembre al 15 gennaio in cinema, teatri, sale da concerto, circhi, arene e locali di intrattenimento in genere si va solo con il super Green Pass. Ma se per i non vaccinati svago e cultura restano sempre tabù a prescindere dal colore della regione dove ci si trova, anche gli immunizzati faranno fatica a trovare i biglietti se si sta in fascia gialla. Questo perché già con le prime restrizioni le capienze nei luoghi dello spettacolo si dimezzano anche per loro, passando dalla capienza piena al 50% dei posti occupabili. Una situazione che in base all’andamento di contagi e ricoveri da qui a Natale potrebbe interessare un italiano su tre, ossia gli abitanti di Lombardia, Veneto, Lazio e Calabria, oltre a Friuli Venezia Giulia e Alto Adige che in giallo ci sono già. Comunque in sala si continua a stare con la mascherina tirata su e l’acquisto dei biglietti dovrà essere effettuato di norma on line. 

Il tampone non basta per andare in tribuna

Anche in stadi, palazzetti dello sport e impianti sportivi si entra soltanto con il super Green Pass. Quindi partite di calcio ed eventi sportivi in genere restano preclusi ai non vaccinati. A fare la differenza però anche in questo caso sarà il colore della regione. In fascia bianca infatti all’aperto può essere riempito il 75% degli spalti. Avendo però sempre cura di distribuire uniformemente gli spettatori, senza usare il trucco di chiudere dei settori e ammassare tutti in quelli rimasti aperti. La percentuale di riempimento in fascia bianca scende al 50% negli impianti al chiuso. Se però si scivola nel giallo, negli stadi e negli impianti all’aperto potrà essere occupata soltanto la metà dei posti. Al chiuso si scende al 35%. Il che impedirà a buona parte dei non abbonati di trovare un biglietto, mentre gli abbonati rischieranno qualche rotazione. All’ingresso e all’interno degli impianti si sta sempre con la mascherina. 

In piazza resta soltanto il divieto di assembrarsi

Sagre, fiere e mercatini natalizi resteranno aperti anche in zona arancione. Le cose si complicano per l’intreccio di vecchie e nuove norme quando si tratta di stabilire chi vi può accedere e chi no. Iniziamo da sagre e mercati all’aperto. Questi si svolgono normalmente in vie e piazze senza particolari delimitazioni. In questo caso si può girare per banchi e bancarelle anche senza alcun Green Pass, ma resta il divieto di assembramento. Che quando si verifica può far scattare le sanzioni a carico di organizzatori ed espositori, tenuti ad impedirlo. Se invece lo spazio all’aperto è delimitato, come i mercatini che si svolgono all’interno di strutture o impianti sportivi, il Green Pass serve, ma basta quello base. In mercati e fiere al chiuso ci vuole invece sempre il super Green Pass. Sia al chiuso sia all’aperto la mascherina è obbligatoria. I controlli spettano a chi gestisce l’evento o l’impianto dove questo si svolge. 

Distanziamento in pista: “Due metri sono troppi”

Scatenarsi in discoteca o lasciarsi andare al liscio a Capodanno potrebbe diventare un problema. Discoteche e sale da ballo resteranno aperte, anche se una regione dovesse finire in giallo o in arancione. E le regole restano quelle fissate dal vecchio «decreto riaperture» di ottobre: 50% di capienza al chiuso, 75% all’aperto. L’elenco delle persone presenti va conservato per 14 giorni. Poi ballo libero in pista ma mascherina su quando si va al bancone del bar o in toilette. Le nuove linee guida delle regioni, già approvate dal Cts, reintroducono però l’obbligo del distanziamento di 2 metri in pista. Regola giudicata dai gestori impossibile da far osservare se non riducendo anche la capienza. «Così non ci sono le condizioni per restare aperti. E in questo modo - chiarisce Maurizio Pasca, presidente della Silb-Fipe - come l’estate scorsa anche a Capodanno regnerà l’abusivismo senza controlli in pub, ristoranti, bar e quant’altro». 

Certificazione diversa tra feste e cerimonie

A schiarire le idee su feste, banchetti e cerimonie è arrivata giovedì la circolare del Viminale sui controlli. Dove si precisa che alle feste, tipo quelle di laurea, di compleanno o di anniversari vari, si va solo con il Green Pass rafforzato, che esclude i non vaccinati. Ma a un banchetto di nozze, alla festa che segue una cresima, una prima comunione o qualsiasi «cerimonia civile o religiosa», si partecipa anche con il certificato semplice, quello che include un tampone rapido. In ogni caso ci sono regole da rispettare. Chi organizza feste e banchetti deve ad esempio conservare per 14 giorni l’elenco dei partecipanti. I tavoli devono essere distanziati di un metro, che diventano due se si va in fascia arancione. Mentre in quella rossa non si festeggia più nulla. Quando non si è seduti al tavolo la mascherina deve essere sempre indossata. Buffet e self service sono consentiti, sempre rispettando la distanza di sicurezza. 

(fonte: La Stampa)