Morto sul lavoro durante lo stage. I sogni spezzati di Lorenzo, la famiglia è sotto choc: “Non riusciamo a parlare”

La scuola che frequentava: «Era un entusiasta»

La famiglia Parelli è rientrata a casa pochi minuti prima delle 20, dopo un pomeriggio straziante. Il loro Lorenzo, sorriso timido e due grandi occhi chiari evidenziati dalla chioma scura, non c’è più. «Non riesco a parlare, forse nei prossimi giorni»: la mamma, Maria Elena, non dice altro, non se la sente. Condivide il dolore con il marito Dino e la figlia Valentina. La sofferenza è acuta, lancinante. Fa troppo male sapere che il figlio non entrerà più dalla porta di quella villetta a schiera dai muri rossi di via Venezia a Castions di Strada, poco più di tremila abitanti in provincia di Udine e una manciata di chilometri dal luogo della tragedia.

Un ragazzo un po’ introverso, con la passione per la meccanica, i motori e il calcio. Ma con un cuore grande e la voglia di impegnarsi nella strada che aveva scelto. Frequentava il quarto anno nel settore della meccanica industriale al Centro di formazione professionale all’Istituto salesiano Bearzi di Udine, un percorso scolastico che prevede anche la pratica in azienda oltre alla formazione in sede. E, al quarto anno, le ore di stage sono pari a quelle trascorse a scuola.

«La comunità educativa del Bearzi di Udine – commenta il direttore dell’Istituto salesiano, don Lorenzo Teston – esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Lorenzo, nostro allievo del centro di formazione professionale, per la grave perdita. Tutto il Bearzi sta vivendo con immenso dolore questa tragedia. Lorenzo frequentava il quarto anno nel settore della meccanica industriale ed era da poco diventato maggiorenne. Aveva già svolto varie esperienze di stage in azienda e lunedì sarebbe rientrato al Centro per proseguire il percorso di formazione. Dalle visite effettuate dal tutor che lo seguiva nello stage aziendale, Lorenzo dimostrava di apprezzare l’esperienza, tanto da sognare un futuro in quell’ambito lavorativo. Preghiamo per Lorenzo e la sua famiglia in questa tragica circostanza».

In questo momento di grande costernazione e dolore la comunità del Bearzi vuole ricordare Lorenzo «attraverso la sua passione per il lavoro e il suo percorso di formazione, la sua gioia di vivere e il desiderio di costruire il suo futuro lavorativo e professionale nel settore meccanico».

Anche i vicini di casa sono rimasti sconcertati. Anni di amicizia e di buoni rapporti coltivati nel tempo. Con le lacrime agli occhi ricordano quel giovane che hanno visto crescere. «Un bravo ragazzo – dice Renza Picotti –, non ci sono parole per quello che è successo. Siamo vicini da tanto tempo e siamo sempre stati in buoni rapporti. Lo vedevo ogni giorno, non parlavamo tanto: un saluto veloce, un sorriso. L’ho saputo da altri conoscenti, mentre ero fuori a camminare. Ancora non riesco a credere a quello che è successo, un dispiacere enorme».

«La sorella di Lorenzo e mia figlia hanno soltanto due anni di differenza e fin da ragazzine si sono sempre frequentate. Li conosco da sempre. Una tragedia – ripete Fiammetta Cignola, che abita a tre civici di distanza ed è cugina del papà –. Fin da quando era piccolo gli dicevo che mi piacevano moltissimo i suoi occhi azzurri, che i capelli neri facevano risaltare ancora di più. Le sere d’estate – ricorda Fiammetta – lo sentivamo uscire con il motorino e raggiungere gli amici. Poi, spesso, si fermavano in giardino, sul retro, tutti insieme a mangiare la pizza e ad ascoltare musica. Era così bello vederli assaporare la vita». Una vita che, per Lorenzo, si è spezzata troppo presto, nell’ultimo giorno di tirocinio allo stabilimento Burimec di Lauzacco. —

(fonte: La Stampa)