Processo Ruby ter, chiesti sei anni per Berlusconi: “Pagate per tacere”

Per Silvio Berlusconi, 85 anni, sono stati chiesti sei anni di reclusione. Il leader e fondatore di Forza Italia è imputato per corruzione in atti giudiziari nel processo sul caso Ruby ter

L’ex premier e leader di FI «Comprò il silenzio sul bunga-bunga, 5 milioni a Karima per non testimoniare»

MILANO. Undici anni esatti dopo lo scandalo Ruby, la procura di Milano presenta l’ultimo conto a Silvio Berlusconi. Che ora rischia sei anni di carcere e una confisca da oltre 10 milioni e 800 mila euro, per aver assicurato alle ex olgettine «il mantenimento con un reddito base mensile di 2 mila 500 euro, una casa, un alloggio, un tetto sulla testa, auto, contratti tv» in cambio del loro silenzio sul bunga bunga. O meglio delle «menzogne davanti a giudici e media».

È terminata ieri la requisitoria del pm Luca Gaglio e della procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, con oltre cento anni di pene complessive richieste per tutti gli imputati nel processo Ruby ter, accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, riciclaggio e falsa testimonianza. Solo per Luca Pedrini, ex portavoce di Nicole Minetti al consiglio regionale della Lombardia, è stata chiesta l’assoluzione.

Per Ruby, «che spendeva centinaia di migliaia di euro, più di così c’era solo da buttare i soldi dalla finestra», i pm hanno chiesto una condanna a 5 anni di carcere. La giovane marocchina, per l’accusa, soffriva «di una vera e propria compulsione a spendere denaro: taxi da Genova a Milano, ristoranti e hotel di lusso, dove sperperava anche 1. 400 euro in una notte, gli champagne più costosi con le scritte fluorescenti». E l’ex premier «continuava a foraggiarla perché la riteneva inaffidabile. Tant’è che per evitare che testimoniasse al processo – ha spiegato il pm Gaglio – è stata fatta volare via, in Messico». Ora il magistrato ha chiesto ai giudici di confiscarle cinque milioni di euro: soldi che avrebbe incassato come «prezzo» della corruzione in atti giudiziari. E che in parte avrebbe utilizzato per comprare, con l’ex fidanzato Luca Risso, accusato di riciclaggio, un ristorante con pastificio a Playa del Carmen. Per Risso è stata chiesta la pena più alta: 6 anni e mezzo e la confisca di 3 milioni.

Rischia invece quattro anni di carcere l’avvocato Luca Giuliante, che avrebbe «svolto il ruolo di tesoriere di Ruby», pagato dall’ex premier, e avrebbe gestito «l’enorme quantità di denaro» che veniva concessa alla ragazza. Giuliante «con una tenerezza quasi paterna» avrebbe provato a «contenere la compulsione di Ruby a spendere». La sua avventura messicana si è conclusa però con il tradimento di Risso. A quel punto Ruby, che il pm ha paragonato in aula alla moglie di Mario Chiesa, l’ex presidente del Pio Albergo Trivulzio arrestato il 17 febbraio 1992 dando il via alla stagione di Tangentopoli, «è esplosa» in una sorta di «confessione» che i pm hanno ricostruito con le sue chat.

Per l’accusa, tra dicembre 2012 e gennaio 2013, Ruby, che doveva testimoniare al primo processo, «si incontrò con la senatrice Maria Rosaria Rossi», per cui è stato chiesto 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza, «e ricevette i soldi per andare in Messico». La senatrice dice ora di aver fiducia nei giudici: «Chiarirò la mia posizione nelle udienze che seguiranno». Sempre per falsa testimonianza sono stati chiesti due anni per il giornalista Carlo Rossella.

Rischiano invece condanne fino a 5 anni e confische complessive per 2, 7 milioni di euro (oltre a quattro immobili) anche le venti ex olgettine imputate. Per loro però i pm hanno chiesto le attenuanti generiche: «Erano ragazze molto giovani, di provenienza modesta. L’alternativa a farsi corrompere era tornare a quella vita», ha sottolineato Gaglio.

Mentre in aula era ancora in corso la sua requisitoria, il primo a insorgere è stato Matteo Salvini: «Basta, non se ne può più! » , ha scritto su Facebook, seguito dall’intero centrodestra. Il coordinatore di Fi Antonio Tajani, ha parlato di «accanimento inaccettabile contro un uomo che ha agito sempre con correttezza e trasparenza» e la leader di Fdi Giorgia Meloni ha espresso «piena solidarietà e vicinanza» a Berlusconi «vittima di un accanimento giudiziario senza precedenti».

Al termine dell’udienza, Gabriella Vanadia, avvocato della Presidenza del Consiglio, parte civile, ha chiesto provvisionali di risarcimento per 10, 5 milioni. Il 29 giugno la parola passerà alle difese. La sentenza non arriverà prima del prossimo autunno. 

(fonte: La Stampa)