La Trimurti della propaganda russa Skabeyeva-Solovyov-Kiselyov bucata da un ex colonnello russo

L’alto ufficiale svela lo stato della guerra e smonta in un talk show tv la propaganda putiniana: «Siamo isolati, l’Ucraina è armata e ha il morale alto»

Salvate il soldato Mikhail Khodaryonok, colonnello in pensione dello Stato maggiore russo che ieri l’altro, sulla tv del Cremlino Rossiya-1, nel talk show di una delle più accese propagandiste putiniane, Olga Skabeyeva, è andato a dire serenamente: «La Russia è isolata in tutto il mondo. Il morale dell’Ucraina è altissimo, e verrà rifornito di altre armi. Guardiamo in faccia la realtà, se non lo faremo ce ne pentiremo». È stato uno di quei momenti di verità che gli amanti di quel genere di spettacolo che è la tv del Cremlino faticheranno a dimenticare: una tv di regime, in quella che è sempre più una dittatura, e oltretutto nel pieno di una guerra, in cui si sente risuonare la pura e semplice verità.

L'incredibile momento verità sulla tv del Cremlino: "L'Ucraina ha un morale altissimo. Guardiamo la realtà, o rischiamo di pentircene"

Khodaryonok, che oggi fa l’analista militare, esordisce così: «Ogni cosa va valutata nella sua totalità. Dal punto di vista strategico. Per prima cosa, non dovremmo prendere per buone tutte le informazioni tranquillizzanti, per esempio che l’esercito ucraino sia sull’orlo di una crisi nel morale, o cose del genere. Questo, per dirla in modo molto pacato, è falso. Certamente ci sono alcuni casi, ma sono casi individuali, prigionieri di guerra, alcune singole unità. Ma come dicevo, bisogna guardare il quadro nell’insieme».

Il pessimismo di Khodaryonok non è nuovo. Già prima della guerra – mentre i fantocci di Putin come il dittatore bielorusso Alexandr Lukashenko andavano dicendo che la Russia in tre giorni sarebbe arrivata a Kyiv - scrisse un articolo della Nezavisimaya Gazeta che avvertiva: non sarà un blitz, nessuno se l’aspetti. E ci aveva preso in pieno. Scrisse che gli esperti si sbagliavano sulla situazione politica in Ucraina, e che molti avrebbero difeso il «regime di Kiev», compresi i russofoni. Tuttavia andarlo a dire nello show in prime time di Rossiya-1, davanti a Olga Skabeyeva, già di suo scatenata, ma ovviamente incalzante contro una posizione del genere, ha colpito molti osservatori. La trimurti Solovyov-Kiselyov-Skabayeva di solito appare inattaccabile, in questo genere di arene tv.

Lei ci ha provato, a insistere, a spezzare questa verità imprevista: «Ma i casi individuali – gli ha obiettato - non determinano poi il quadro nell’insieme? E se alcune unità ucraine hanno detto che mancano loro finanziamenti e armi, tutto questo significa qualcosa, e non va tenuto fuori dal quadro». Khodaryonok però l’ha rimpallata. «Certamente, ma dal punto di vista strategico la situazione è che l’Ucraina può armare milioni di persone. Loro stessi l’hanno detto. La vera questione è: quanto sono in grado di fornire armi e hardware militare moderno a questo milione di soldati? Certamente da soli non ci sarebbero riusciti, ma è in atto un programma di aiuti militari e la resistenza di un solo senatore (si riferisce agli aiuti Usa e al voto contrario del senatore americano filorusso Rand Paul, ndr) verrà facilmente superata. Sta per iniziare anche a pieno regime il programma di aiuti europei. Di questo dobbiamo tenere conto. La situazione per noi peggiorerà».

«Il livello di professionalità - spiega il Colonnello K. - non dipende dal fatto di essere dei professionisti, ma dalla qualità del training personale, e soprattutto dal morale che è molto alto, essere disposti a morire per la propria patria. Nel nostro Paese si è radicata l’idea che un professionista sia un militare professionista, mentre invece decisivo è il morale, e quanto sei disposto a morire per il tuo Paese». Sta dicendo – lo interrompe Skabayeva – che il desidero di morire è professionismo? «No, sto dicendo che una componente decisiva degli eserciti è l’alta prontezza a combattere. Lo dicevano già i marxisti leninisti, e in questo senso non erano degli stupidi, in definitiva la vittoria sul campo di battaglia viene decisa da un alto livello nel morale delle truppe, che versano il loro sangue per un’idea in cui credono e a cui sono preparati. E in Ucraina hanno esattamente questa situazione».

Si conclude parlando di Svezia e Finlandia, cioè della questione dell’allargamento della Nato. Vladimir Vladimirovich Putin ha inserito questa, tra le motivazioni della «operazione militare speciale» in Ucraina: l’Alleanza atlantica si stava allargando. «Tornando alla Nato - spiega Khodaryonok riuscendo nel miracolo di non farsi interrompere dai suoi ultranazionalisti interlocutori - il nostro comando militare dovrebbe attenersi a un sano realismo politico militare. Se vai oltre il realismo, presto o tardi la realtà della storia ti colpirà così duramente che te ne pentirai. Non ci impegniamo in tintinnii di sciabole con i missili in direzione della Finlandia. Può sembrare divertente, ma guardiamo la cosa nel suo insieme: la nostra principale debolezza politico-militare è che siamo totalmente isolati dal punto di vista geopolitico e, per quanto possiamo odiare di ammetterlo, il mondo intero è contro di noi».

Skabeyeva prova a obiettare che ci sono Cina e India. Ma anche qui la verità di Khodaryonok è implacabile: anche il presunto sostegno di Delhi e Pechino a Mosca non è così incondizionato. Sipario.

(fonte: La Stampa)