Covid, Speranza firma l’ordinanza per il via libera alle visite in Rsa: accesso solo con un green pass. Ecco tutte le regole

Il provvedimento è subito in vigore e lo sarà almeno fino al 30 luglio

Via libera alle visite nelle Rsa, in tempo per la Festa della mamma. Mentre i comitati dei parenti degli anziani ospiti erano pronti alla protesta simbolica, domani mattina, presentandosi con delle rose rosse fuori dalle residenze sanitarie inaccessibili. A questo punto, potranno consegnarle di persona a madri o nonne. “È ancora necessario mantenere la massima attenzione e rispettare le regole e i protocolli previsti, ma condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo la distanza indispensabile per proteggerli”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Con qualche giorno di ritardo rispetto alle previsioni, ha firmato l’ordinanza che mette ordine nel caos delle visite, finora autorizzate e gestite in base alle disposizioni dei direttori sanitari delle singole strutture, con situazioni molto diverse anche all’interno della stessa regione. Ora non ci sono più scuse, perché dal ministero arrivano indicazioni chiare, con un documento intitolato “Modalità di acceso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”. Un vademecum che riprende quasi integralmente le linee guida proposte nei giorni scorsi dalla Conferenza delle Regioni, esaminate e integrate dagli esperti del Comitato tecnico-scientifico. L’ordinanza è subito in vigore e lo sarà almeno fino al 30 luglio.

Le nuove regole
L’ingresso nelle residenze per anziani sarà consentito solo a parenti o visitatori muniti del Certificato verde Covid-19, ovvero in possesso di un attestato di avvenuta vaccinazione anti-Covid o guarigione dalla malattia negli ultimi mesi, oppure del referto negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti la visita. Che andrà programmata in anticipo, prendendo un appuntamento, con l’obiettivo di distribuire gli accessi nell’arco della giornata ed evitare così assembramenti: “Gli accessi devono riguardare non più di due visitatori per ospite e per una durata definita”. Se le condizioni di salute dell’ospite lo consentono, in caso di meteo e clima favorevoli, si raccomanda di privilegiare “gli incontri all’aperto”, magari in giardini, cortili o terrazze.

Nella stanza dove gli anziani ritrovano gli abbracci

All’interno, ogni struttura deve individuare locali dedicati esclusivamente alle visite: “spazi idonei, ampi e arieggiati”, per assicurare il giusto distanziamento. In entrambi i casi i visitatori dovranno usare percorsi distinti sia all’ingresso che all’uscita. Il contatto fisico tra l’ospite e il parente in visita “può essere previsto in caso di particolari condizioni di esigenze relazionali/affettive”, a patto che il primo sia vaccinato e il secondo in possesso del Certificato verde Covid-19. Comunque, l’ultima valutazione sull’organizzazione delle visite spetterà sempre alla direzione sanitaria o al medico-referente Covid della Rsa, anche in base al rischio epidemiologico territoriale. E bisognerà predisporre un registro degli ingressi, con nomi e recapiti dei visitatori, da conservare per almeno due settimane. Inoltre, a tutte le persone in visita potrà essere chiesto di firmare un “Patto di condivisione del rischio”, con le informazioni sulle misure di prevenzione e sicurezza adottate dalla struttura e l’impegno a rispettare le basilari norme sanitarie e igieniche durante la visita.

"Le stanze degli abbracci ci restituiscono un po' di affetto e speranza"

(fonte: La Stampa)