L’inchiesta di Fanpage sulle intercettazioni a Durigon verrà oscurata

Un lungo articolo è comparso nel pomeriggio sul sito del giornale online, che si dice vittima di «un atto intimidatorio». Dalla politica annunciate due interrogazioni alla ministra della Giustizia Cartabia

«Oggi è successa una cosa grave, nella nostra redazione». Inizia così l’articolo comparso nel pomeriggio sul sito del giornale online Fanpage.it, firmato dal direttore responsabile Francesco Cancellato. Nell’articolo, Cancellato spiega la decisione del Gip di Roma di disporre il sequestro, mediante oscuramento, dei video che contengono l’inchiesta “Follow The Money” su Claudio Durigon, Sottosegretario leghista al Ministero dell’economia. In merito alla decisione del Gip, il senatore Sandro Ruotolo e il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni hanno annunciato che presentareranno un’interrogazione alla ministra della Giustizia Cartabia. 

L’inchiesta è divenuta il caso più caldo degli ultimi mesi, dopo che Fanpage l’aveva pubblicata lo scorso aprile. In essa si documenta il coinvolgimento di Durigon nella vicenda dei 49 milioni di Euro che il partito di Matteo Salvini aveva ottenuto in maniera fraudolenta tra il 2008 e il 2010. 

Denaro di cui non c’era traccia nei conti della Lega, e che quindi aveva impedito alla Guardia di Fiananza di procedere alla confisca. La procura di Genova aveva dato mandato alle fiamme gialle di indagare sulla sparizione dei soldi, ed è propio l’esito di tali indagini che ha fatto scoppiare il caso attorno a Durigon.

Fanpage aveva pubblicato il video di un’intercettazione in cui il Sottosegretario, parlando con un’interlocutore, rivelava a quest’ultimo di non preoccuparsi deli 49 milioni, poiché il capo della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, «l’abbiamo messo noi». Subito dopo la resa pubblica del contenuto, Durigon aveva provveduto a querelare la redazione di Fanpage. 

Durigon si è dimesso dal suo incarico un mese fa, in seguito al caso scoppiato sul parco di Latina intitolato a Arnaldo Mussolini, annunciando la sua decisione con una lunga lettera e dopo un intenso tira e molla interno al partito. Dimissioni che l’ex Sottosegretario aveva sempre prontamente negato nelle settimane predenti, in merito all’inchiesta di Fanpage.

«Si tratta di un provvedimento che rimanda a pratiche mai utilizzate in Italia che limita la libertà di stampa e che ci riguarda tutti. Per questo non possiamo stare in silenzio. Come giornalisti, come lettori e come cittadini», continua Cancellato.

Ciò che contesta Fanpage, non sono le querele mosse da Durigon, bensì l’avvio di un procedimento di sequestro laddove non sussistano le condizioni costituzionali a giusticare la scelta.

«L’articolo 21 – continua Cancellato – dice che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili».

Sequestrare preventivamente, ovvero senza l’«atto motivato» citato sopra, un qualsiasi prodotto giornalistico, è possibile «solo ove si ipotizzino reati, diversi dalla diffamazione. Non è questo il caso».

«Non si può sequestare se non sussite più alcuna licenza cautelare», continua Cancellato, dal momento in cui «in quanto il video e la notizia sono stati ripresi da più giornali, circolano in rete e sono quindi di dominio pubblico. Inoltre non è possibile, come ha fatto il Gip,  procedere contro ignoti, quando gli autori del contenuto e il direttore della testata che ne dà pubblicazione sono noti. Essere indagati e iscritti  registro permetterebbe ai responsabili del team di Fanpage di difendersi, mentre un fascicolo contro ignoti non preclude tale possibilità. 

«Un’inchiesta giornalistica sarà messa offline, quando il provvedimento verrà eseguito, senza alcuna condanna, alcun procedimento o accertamento», conclude Cancellato.

Attualmente, “Follow The Money” è ancora visibile sui canali del giornale online. 

(fonte: La Stampa)