Scontri a Roma, Lamorgese in aula: “Respingo le accuse di strategia della tensione”. Salvini: “Cominci a fare davvero il ministro”

La ministra alla Camera: «Qualcosa non ha funzionato ma c’era il triplo di persone annunciato dagli organizzatori. Forza Nuova cerca visibilità per accrescere il consenso»

«Faccia il ministro, fino ad ora non ce ne siamo accorti»: l'attacco di Matteo Salvini è arrivato, puntuale, in aula al Senato durante le repliche all'informativa del il ministro Lamorgese sulla manifestazione No Vax di Roma e sui disordini di Trieste. «Idranti a urne aperte? Ma neanche in Cile o in Venezuela», è sbottato il leader della Lega. «Ne stanno succedendo di tutti i colori, non parlo di migranti, di baby gang, parlo di quello che è accaduto la settimana scorsa, ci state facendo fare una figura meschina a livello mondiale, ministro si prenda le sue responsabilità».

La dure parole di Salvini, come detto, al termine delle dichiarazioni del ministro in aula. Che non si è nscosto dietro a un dito e ha ammesso la criticità della situazione di sabato scorso.

«Nell'immediatezza dei fatti ho chiesto al capo della polizia una dettagliata ricostruzione delle evidenti delle criticità che, occorre riconoscerlo, hanno contrassegnato la gestione dell'ordine pubblico di quelle ore. E' palese che non si sia riusciti a contenere tutti i propositi criminali da cui era mossa la parte violenta dei manifestanti, specie quella istigata da elementi più politicizzati». Lamorgese ha poi sottolineando «il deficit di sicurezza determinato dalla situazione che ha superato ogni ragionevole previsione» e che non deve «più ripetersi». Gli organizzatori «parlavano di 1000 persone, ce n’erano invece 10-12mila». Il dispositivo, di 840 agenti, era «adeguato alle stime», secondo il ministro – che specialmente all’inizio è stata interrotta da rumori e proteste dai banchi leghisti.

Scontri No Green Pass, Lamorgese: "Respingo le accuse di strategia della tensione"

«Respingo accuse di strategie oscure, e inquietanti retroscena», ha detto poi Lamorgese. «Non c’erano infiltrati di polizia tra i manifestanti». «Dalla polizia ci sono state interlocuzioni con Castellino anche per guadagnare tempo», ha spiegato la ministra. La «lettura politica» del mancato intervento dopo il «proclama» di Giuliano Castellino dal palco di piazza del Popolo «riecheggia stagioni drammatiche» vissute dal nostro Paese, «accreditando la tesi che si trattasse di un disegno accreditato dalle forze dell'ordine: respingo fermamente questa lettura, che non tiene conto della realtà dei fatti e insinua il dubbio che le forze di polizia, cui dobbiamo la difesa delle istituzioni e il mantenimento della pace sociale, si prestino ad essere strumento di oscure finalità politiche».

L'irruzione nella sede della Cgil è stato «il momento più drammatico» e «che ha turbato l'opinione pubblica per la violenza dell'azione distruttiva e lo sfregio alla democrazia. Un momento durato 8 angoscianti minuti, che ha avuto il suo apice tra le 17.32, quando i manifestanti irrompono nella sede sindacale, e le 17.35, quando le forze di polizia riprendono il controllo della situazione e liberano i locali».

A Trieste, invece, c’è stata «moderazione e contenimento». «Nonostante il richiamo del prefetto di Trieste alla palese illegittimità dello sciopero, è stato attivato un presidio al varco 4», impedendo lo scarico e carico merci a 700 mezzi pesanti, ha comunicato la ministra, e «a fronte di tale situazione il prefetto ha indetto un comitato urgente di sicurezza in cui si è condiviso di effettuare lo sgombero. Nei momenti di maggiore tensione si è prefigurato il pericolo di degenerazione dell'ordine pubblico ed è stato necessario l'uso di idranti e lacrimogeni». Lamorgese alla Camera ha parlato di «caratteristiche analoghe ai fatti di Roma» ai cortei verso Palazzo Chigi e Montecitorio. Poi ha detto: «Rinnovo la mia solidarietà alla Cgil e la mia vicinanza alle forze di polizia'», ha detto la ministra.

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Su Forza Nuova, Lamorgese ha spiegato: «In piazza a Roma il 9 ottobre c'erano circa 200 appartenenti a Forza Nuova, a conferma dell'acceso interesse da parte di questa formazione ad acquisire spazi di visibilità in grado di accrescerne il bacino di consenso».

«Ci attende un periodo ancora molto impegnativo che per altro vedrà a fino ottobre lo svolgimento del G20», ha detto Lamorgese. «E' da considerare prezioso l'apporto informativo volto a considerare ogni pericolo e indirizzare attività di mediazioni che hanno dimostrato l'efficacia nell'abbassare la tensione e decongestionare la piazza». «In questo periodo la protesta ha investito minacciosamente ogni ambito facendo emergere nuovi soggetti da tutelare e nuovi obiettivi sensibili da proteggere», ha poi aggiunto, sottolineando il «carattere sfidante della protesta, intenzionata a non fermarsi». Per il ministro «non si può in alcun modo abbassare la guardia» e bisogna «mantenere massima attenzione per garantire non sia turbata la tranquillità nazionale».

Da febbraio 2020 al 18 ottobre si sono tenute 5.569 manifestazioni di protesta, più della metà nel 2021, e di queste 1.526 tra il 22 luglio e il 18 ottobre, che hanno riguardato la contestazioni al green pass. Il 3,4% è sfociato in episodi di violenza, ossia 52 manifestazioni, ha ricordato la ministra dell’Interno. «Nello stesso periodo - ha detto Lamorgese - lo sforzo di contenimento delle contestazioni di piazza ha portato all'assegnazione di 17.470 unità delle forze mobili di polizia all'autorità di pubblica sicurezza».

(fonte: La Stampa)