Elezione del presidente della Repubblica, la diretta del voto al Quirinale. I nomi della Lega: Casellati, Pera, Nordio, Tremonti e Moratti. Europa Verde e Sinistra Italiana voteranno Manconi

Seconda giornata di voto per la nomina del capo dello Stato: la nuova «chiama» è come ieri alle 15. Nel pomeriggio sarà presentata la «rosa» del Carroccio

ROMA. Seconda giornata di voto per la nomina del presidente della Repubblica. La nuova «chiama» è, come ieri, alle 15 (seguita anche oggi in diretta sul nostro sito), mentre domani si inizierà alle 11. La prima giornata si è chiusa con una valanga di schede bianche e una trattativa sia sul nome sia sul metodo che via via in giornata si è fatta più difficile. Il centrodestra nel pomeriggio – dopo un nuovo vertice alle 15 – terrà una conferenza stampa per presentare la sua rosa di nomi per il Quirinale: dovrebbe comprendere Letizia Moratti, Marcello Pera, Maria Elisabetta Casellati e Carlo Nordio. In queste ore si sta definendo la lista, ma nomi non dovrebbero esserci né quello di Franco Frattini né Pier Ferdinando Casini. 

Previsto per le 15 anche l'incontro tra i leader di M5s, Pd e Leu, Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza. A quanto si apprende, l'indicazione, anche oggi, sarebbe di confermare la scheda bianca.

I parlamentari di Europa Verde e Sinistra Italiana voteranno presidente della Repubblica Luigi Manconi, già senatore della Repubblica e presidente della commissione parlamentare straordinaria per la tutela dei diritti umani e direttore dell'ufficio nazionale anti discriminazioni razziali. Lo annunciano in una nota i co-portavoce nazionali di Europa Verde, Angelo Bonelli e Eleonora Evi, e ii segretario nazionale di sinistra italiana, Nicola Fratoianni. «Manconi è persona che ha servito le istituzioni e ha fatto della politica un luogo dove dare la voce agli ultimi e ha promosso la mobilitazione intorno alla drammatica vicenda di Giulio Regeni di cui oggi ricorre l'anniversario della sua scomparsa. È un'ecologista, un garantista, profondo conoscitore della nostra Costituzione e forte difensore dello Stato di diritto ed è il politico che si è battuto per combattere i casi di malagiustizia come quello di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi. La sua candidatura è anche una risposta a quanto di grave sta accadendo inquietante queste ore. La trattativa per l'elezione del presidente della Repubblica tra i leader dei dei gruppi parlamentari sembra riguardare non chi farà il presidente della Repubblica ma chi guiderà il governo e come sarà composto se sarà eletto Draghi».

Per Matteo Salvini questa mattina era in programma l’incontro con i gruppi parlamentari e i delegati regionali della Lega. Un punto è chiaro da subito: «Nessuna trattativa Salvini-Draghi sul governo: il nome per il Colle lo fanno i partiti non lo fa palazzo Chigi», mette in chiaro Riccardo Molinari, il capogruppo della lega alla Camera. La Lega, comunica a questo proposito una nota del Carroccio, «è al lavoro su nomi di altissimo profilo, donne e uomini. Nessuna confusione né perdite di tempo: la Lega vuole essere garante di stabilità, responsabilità e concretezza».

La riunione di Matteo Salvini con i senatori e i delegati regionali della Lega si è conclusa con una standing ovation per Umberto Bossi. Salvini ha ringraziato pubblicamente il fondatore, che per partecipare all'elezione del presidente della Repubblica è arrivato da Varese in macchina. Salvini ha condotto la riunione con Bossi e il capogruppo a Palazzo Madama seduti di fianco a sé: concluso l’incontro con senatori e delegati regionali, ha iniziato quella con i deputati.

Sulla rosa di nomi che verrà proposta del segretario della Lega, il vice presidente del Movimento Cinque Stelle, Riccardo Ricciardi, garantisce che non ci saranno veti, anche se arriva dal centrodestra, «se verranno proposte persone veramente di alto profilo istituzionale». Per quanto riguarda però il centrosinistra, «il piano definito e già chiuso non ce l'ha nessuno. Abbiamo i nostri nomi, si cerca di trovare un accordo: i nostri nomi li stiamo portando avanti con Pd e Leu».

Sul nome che potrebbe essere il piano B della Lega, Franco Frattini, la capogruppo Pd alla Camera, Debora Serracchiani, in arrivo a Montecitorio, ribadisce, con un chiaro messaggio implicito: «Abbiamo detto fin dall'inizio che ci vogliono alti profili e persone che rappresentino un po' tutti, evitando se possibile nomi di parte. Noi abbiamo evitato di fare nomi nostri, non che non ne avessimo. Però se si parte dai nomi di parte, non si va da nessuna parte». Sollecitando una «rapida decisione» per il Quirinale («Entro venerdì»), il segretario Enrico Letta domanda espressamente al centrodestra a evitare «di dividere il parlamento», trovando «un accordo e una larga condivisione su un nome super partes, una donna o un uomo, di cui necessita il Paese». «Non ci deve essere un vincitore, ma abbiamo bisogno di mostrare unità», ha aggiunto Letta in un'intervista alla Cnbc. «Il nostro approccio – conclude – è che nessuno, centrodestra o centrosinistra, ha la maggioranza: bisogna evitare la soluzione del 51%». E in una sponda con Renzi dice infine espressamente un chiaro «no alla candidatura di Frattini».

«Italia viva non sosterrà candidati che non abbiano un chiaro profilo politico filoatlantico e europeista», dice il leader di Iv Matteo Renzi intervenendo a «Quiritalk» su Radio Leopolda. «Quello che ha la carta per chiudere la partita per il Quirinale, quello che ha l'asso in mano si chiama Matteo Salvini. Ha quattro ipotesi diverse: insistere su un nome di centrodestra, anche contro un pezzo del Parlamento sperando che passi, e se non passa far la fine di Bersani. La seconda è cercare un grande accordo su un nome fuori dal giro, un nome della società civile. La terza ipotesi è un accordo con Conte. La quarta trovare un sistema di “usato sicuro”». Per il leader di Iv «Salvini non ha deciso che fare, ma siccome queste sono le olimpiadi della politica, il mio suggerimento sommesso è quello di usare le prossime ore per far prevalere la politica. Se cercano gli effetti speciali rischiano di fare la fine di Bersani».

Sulle trattative per il Quirinale il deputato di Forza Italia e vice presidente della Camera dei Deputati, Andrea Mandelli, a «Radio Anch'Io» dice: «Non credo siano iniziate troppo tardi: parlarne prima avrebbe significato mancare del doveroso rispetto nei confronti dell'autorevolezza del presidente della Repubblica. Ora, dopo la scelta di grande generosità del presidente Berlusconi, il centrodestra unito, forte dei propri numeri, è pronto a offrire un contributo serio per individuare il candidato migliore per il Paese». E sulla possibilità di Draghi al Colle commenta: «È riuscito a mettere il Paese in sicurezza sia sul fronte della campagna vaccinale sia nella concretizzazione dei progetti del Pnrr. Il mio auspicio è che continui a fare il suo importantissimo lavoro a Palazzo Chigi, perché grazie a cambio di passo che ha saputo imprimere il Paese ha avuto risposte importanti».

Intanto questa mattina il presidente Sergio Mattarella ha lasciato Palermo diretto a Roma, dove andrà ad abitare: il dispositivo di sicurezza è stato schierato sotto casa, in via Libertà, dopo che ieri una ditta di traslochi aveva caricato mobili diretti nella Capitale. Davanti alla portineria una bimba di 8 anni, Emilia, accompagnata dalla mamma, ha atteso l'arrivo del Capo dello Stato. L'ha voluto salutare e ieri aveva consegnato un messaggio alla scorta: oggi la scorta le ha detto di aspettare, poi la stretta di mano tra la bimba e il presidente, che ha poi raggiunto l’aeroporto «Falcone-Borsellino».

L'incrontro a Palermo tra la bambina di 8 anni e il presidente della Repubblica in partenza per Roma

(fonte: La Stampa)