Mirandola premia Draghi e il Nobel Phelps

Assegnati al Teatro Nuovo di Mirandola i riconoscimenti del Premio Pico, giunto alla decima edizione. Premiato il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi e il premio Nobel per l'economia, l'americano Edmund Phelps. Con loro, riconoscimenti anche alla memoria per Luciano Pavarotti (ritirato dalla moglie Nicoletta Mantovani), il musicista Mauro Malavasi e l'imprenditore Vainer Marchesini. Il Governatore Draghi, a proposito dell'aumento dei tassi della Bce, ha definito la manovra "dolorosa ma inevitabile".

MIRANDOLA.Capitale per un giorno dell’economia italiana, in nome di Pico. Ieri al Nuovo di Mirandola 300 tra banchieri, economisti, amministratori e imprenditori hanno celebrato la decima edizione del Premio che porta il nome del filosofo mirandolano. Tra gli insigniti il governatore Draghi e il Nobel Phelps, che inevitabilmente si sono soffermati sulla delicata situazione economica.
Il governatore Draghi è arrivato a metà cerimonia. Ad attenderlo la contestazione dei dipendenti delle 39 filiali Bankitalia che vanno verso la chiusura, inclusa quella di Modena. E poi l’“assalto” dei giornalisti che cercavano dichiarazioni dopo il rialzo, ieri, dello 0,25% del costo del denaro da parte della Banca Europea. L’ex vicepresidente della banca d’affari Goldman e Sachs ha sorriso, ma non ha proferito verbo, parlando solo dal palco. «L’epoca di Giovanni Pico - ha detto il numero uno di Bankitalia - era violenta ma lì è rinato il senso della grandezza e dignità dell’uomo. Venendo all’oggi, sono onorato di essere qui con Edmund Phelp, di cui ho studiato e condiviso le innovative tesi».
L’analisi dell’attuale congiuntura economica da parte del governatore è stata breve e in linea con quanto detto dal presidente della Bce Trichet: «L’obiettivo principale è la lotta all’inflazione, che tendeva a consolidarsi alta, il carovita in Italia ha superato il 4%, col rischio che questa aspettativa si confermasse nel lungo periodo, e vi sono difficoltà per le famiglie. Con questa scelta condivisa, portando il costo del denaro al 4,25% puntiamo alla stabilità dei prezzi nel medio termine, anche se nel breve sarà doloroso».
Concetti ripresi dal Nobel Edmund Phelps che sotto un sole cocente davanti al Cafè del teatro ha riflettuto a lungo con i giornalisti: «Sono ottimista - ha detto l’economista americano, premiato con laudatio di Luigi Paganetto - e credo che presto anche la Federal Reserve aumenterà il tasso d’interessi anche in America, oggi artificiosamente basso».
Inevitabile la domanda preoccupata sul conseguente rischio ulteriore per i mutui. «Confido che la crisi dei subprime non sia affatto la punta dell’iceberg, perchè sarebbe una calamità gigantesca - ha risposto il docente della Columbia - ma un fenomeno circoscritto. Il new deal del futuro presidente Usa deve prevedere maggiore dinamicità e creatività imprenditoriale, gli attori del mercato e i decisori pubblici devono saper affrontare le incertezze».
Phelps sconsiglia comunque manovre politiche troppo invasive: «Penso che l’aumento del petrolio - ha aggiunto tra l’altro - non possa continuare all’infinito. Del resto la fluttuazione strutturale del sistema economico è naturale e dobbiamo accettarlo, sforzandoci invece di rendere più dinamica la capacità di risposta, ne trarrà benieficio anche l’occupazione».
Alla chiusura della cerimonia il professore mirandolese Tabanelli ha tentato inutilmente una domanda di contestazione a Draghi: «Draghi continua a salvaguardare le istituzioni speculative, Roosevelt invece salvò le banche ma a patto che esse continuassero a occuparsi del credito capillare». (s.luppi)