Processo A-Style: il fondatore Bruns davanti al giudice

 Una nuova puntata ieri in Tribunale a Carpi per il processo A-Style. Si tratta, secondo l'accusa, di un caso di 'contraffazione o uso di marchi tutelati'.  La vicenda, che va avanti da molti mesi nelle aule di giustizia, vede contrapposti il titolare del marchio (la 'A' con le due palline sospese), Marco Bruns, e i responsabili, all'epoca dei fatti, della Finesse, azienda manifatturiera locale e titolare della licenza esclusiva per produrre abbigliamento con il popolare logo. In sostanza Bruns sostiene che la Finesse, nonostante fosse stato rescisso il contratto, continuava a produrre merce e a venderla sui mercati. Accusa che la difesa dell'azienda locale rigetta completamente sostenendo, tra l'altro, che la merce sequestrata era in magazzino ed era stata prodotta quando il contratto di licenza era ancora in vigore tra le parti. Così ieri, davanti al giudice, è stato ascoltato nuovamente Marco Bruns che ha voluto integrare e precisare la sua precedente deposizione indicando altri particolari a favore della sua tesi. La richiesta di una nuova deposizione è giunta inattesa in quanto, come detto, il titolare dal marchio era giá stato ascoltato dal magistrato. «Si è trattato - ha detto l'avvocato di Bruns, Sangiorgi di Milano - di dettagli importanti che chiariranno meglio ancora questa vicenda. Per il mio cliente, che dopo avere rescisso il contratto si era affidato a un'altra azienda, si è trattato di un danno notevole. In sede civile quantificheremo la richiesta di risarcimento: si parla di centinaia di migliaia di euro». Il processo così è stato rinviato. Nelle prossime udienze si ascolteranno nuovi testimoni.