Frane e piene, necessari 13 milioni

I sindaci dell'Appennino fanno il punto sui danni provocati dal maltempo

L'Appennino modenese tormentato da frane e piene avrebbe bisogno di circa 13 milioni di euro per sistemare le emergenze idrogeologiche che mettono a rischio viabilità e abitazioni. «Denaro che manca all'appello per affrontare una situazione critica che richiederebbe ben altre politiche di prevenzione» dicono in coro i sindaci della montagna. Per porre rimedio alle tante emergenze idrogeologiche che tormentano l'Appennino occorrerebbero, secondo una stima approssimativa che scaturisce dalle segnalazioni dei singoli Comuni, almeno 13 milioni di euro. Denaro, questo, sufficiente per evitare l'aggravarsi di problemi esistenti ma non certo per mettere in atto interventi complessivi e coordinati di prevenzione, scelta invocata dai sindaci e che richiederebbe investimenti ben più ingenti. L'elenco di tutto ciò che richiederebbe un "pronto intervento" è lungo, specchio di una situazione aggravata anche dalle piogge intense e dal disgelo anticipato di questi ultimi mesi. «A Polinago servirebbero subito almeno 900mila euro - dice il sindaco Armando Cabri - solo per tenere aperto il passaggio a Palaveggio e Ceppatella, per rimediare alle frane di Gombola e Barberano e per mettere in sicurezza borgate e strade». Mezzo milione sarebbe necessario per il ripristino di strade e frane nel territorio di Lama Mocogno. «Abbiamo ripristinato la strada che portava ad una frazione, ma restano strade, anche provinciali, danneggiate da frane e con parziali interruzioni anche da 2 o 3 anni» spiega il sindaco Luciana Serri. Critica la situazione anche a Montecreto. «Il ponte di Olina è pericolante - dice il sindaco Giancarlo Cadegiani - occorre intervenire; poi bisogna sistemare via Roncola Croce, per la quale abbiamo chiesto i doni. E ancora la frana di Casa Milani; insomma mancano all'appello circa 800mila euro». Drammatica la situazione a Frassinoro, dove «ci sarebbe bisogno di 3 milioni di euro per uscire dall'emergenza - spiega il sindaco Gianni Fontana - solo per rifare il ponte crollato a Romanoro occorrerebbero 750mila euro e poi ci sono gli interventi di regimazione delle acque e di ripristino delle strade». A Guiglia, secondo le stime del vicesindaco Angelo Pasini, basterebbero 100mila euro per sistemare via Rocchetta e la strada che aggira il cimitero, oggi chiusa con quattro case isolate». A Prignano sono invece arrivati i fondi richiesti per la frana di Cervarola, mentre a Fanano «occorrono 300mila euro - dice il sindaco Lorenzo Lugli - per il ripristino di fiumi e torrenti e della viabilità secondaria». Con la recentissima frana di Montalecchio è precipitata la situazione a Fiumalbo, che, spiega il sindaco Alessio Nizzi, avrebbe bisogno «di un milione di euro per mettere in sicurezza la borgata e per intervenire a monte della Statale 12 sul Fosso Faggianeto e sul Rio San Francesco». A Zocca il sindaco lancia un appello per «interventi di consolidamento su via Tezza e via Rosola, oltre ad altri lavori per la viabilità, che comporterebbero una spesa di 800mila euro». Le risorse sono necessarie anche a Sestola dove «servirebbe un milione per mettere in sicurezza situazioni di emergenza già segnalate» spiega il sindaco Marco Bonucchi. Un milione e mezzo invece è la cifra che ha conteggiato Maurizio Paladini, sindaco di Montefiorino, che segnala i danni della piena sui ponti che corrono sopra i torrenti del Dolo e del Dragone. A Pavullo necessario «un milione e mezzo per mettere in sicurezza il territorio» afferma il sindaco Romano Canovi, mentre 1 milione lo chiede il sindaco di Montese Luciano Mazza. Da sistemare con 50mila euro la strada di Pazzano a Serramazzoni.