Centri estivi: il Comune chiede aiuto alle parrocchie

Don Sergio Pellati e un gruppo di ragazzi che hanno partecipato al centro estivo

A Sassuolo mancano i fondi e nel mese di giugno il servizio non potrà partire. Di qui la decisione di chiedere un aiuto esterno, anche ai genitori

SASSUOLO. In giugno, al termine delle scuole, non ci sarà il centro estivo comunale per i bambini. Si terrà solo in luglio. I primi giorni dopo la fine della scuola saranno lasciati alla gestione dei genitori oppure alle parrocchie, che sono state convocate recentemente a una riunione con l'assessorato alla pubblica istruzione, in cui sono state informate di questa decisione.

Un taglio che si aggiunge ad altri nel settore educativo e scolastico, per esempio quello riservato ai gruppi educativi territoriali, il servizio di doposcuola, sempre delle parrocchie. Il motivo dell'assenza del centro estivo comunale nel mese di giugno (mentre in luglio ci sarà regolarmente) è puramente economico. Le risorse sono poche e bisogna operare dei tagli. Questo l'amministrazione l'ha ammesso, rivolgedosi alle parrocchie per rimediare a questa emergenza. Il taglio è motivato sia dal fatto che la scuola va avanti fino al 10 giugno, a differenza di altri anni in cui finiva proprio nei primi giorni del mese (quindi i giorni da gestire sono meno del solito) e anche dal fatto che in giugno non sono moltissimi i bambini che partecipano, una cinquantina circa, mentre le cifre maggiori si raggiungono appunto in luglio. Numerose parrocchie propongono centri estivi fin dala fine della scuola e per loro accogliere complessivamente una cinquantina di bambini in più non dovrebbe essere un problema. Uno dei punti più difficili da risolvere era legato alla gestione dei casi di bambini portatori di handicap e per risolvere questo problema l'amministrazione ha trovato risposta presso la scuola di San Giuseppe, che si convenzionerà per la loro accoglienza».

Non è che la decisione abbia reso felici i parroci. Si è fatto notare per esempio che non tutte le famiglie frequentano le parrocchie, per scelta personale o anche per diversa fede religiosa e quindi la mancanza di un centro estivo comunale (altri presenti sul territorio sono abbastanza costosi) rischia di mettere in difficoltà tanti genitori. In più è stato logico sottolineare che questo ulteriore taglio nell'ambito educativo arriva dopo il drastico ridimensionamento delle attività di Animaparco, che scendono da oltre quaranta a una ventina, e dopo l'annunciato taglio ai Get. «Noi capiamo le necessità dell'amministrazione, che deve far quadrare bilanci complessi e far fronte alla crisi - spiega don Sergio Pellati, parroco di Pontenuovo - ma abbiamo fatto notare che alcuni di questi tagli rivolti proprio al mondo della scuola e dei bambini, penalizzano attività che hanno una importantissima funzione sociale, legata anche alla crisi. Tanti bambini non andranno in vacanza, non avranno occasioni di socialità nè di svago. E perderanno anche opportunità educative con i tagli ai Get. Penso sia importante, anche da parte del Comune, fare appello per risolvere queste difficoltà, all'impegno delle persone. Dobbiamo cercare risorse umane disponibili a dare una mano e credo che un appello al volontariato, come è già accaduto tante altre volte non cadrebbe nel vuoto».