Ex-parlamentari, 60mila euro al mese

E’ la somma dei vitalizi con i quali vengono retribuiti i modenesi che hanno ricoperto la carica di deputato o senatore

di Stefano Luppi

Sessanta mila euro nette al mese – per la precisione sono 59 mila746 – è la cifra che ogni 30 giorni viene sborsata dalle tasche pubbliche per pagare la pensione a ex onorevoli e senatori modenesi. Tanto ricevono, in alcuni casi da molti anni, i 18 ex parlamentari di città e provincia per avere servito la Patria nei due rami del Parlamento per una, due e sino a cinque legislature. Vista la tradizione storico-amministrativa modenese molti sono ex parlamentari del Pci, ma prende la pensione – qualcuno la definisce una lotteria tipo "win for life" – anche qualche politico di altra area. I dati sono desunti da una inchiesta pubblicata sul settimanale l'Espresso questa settimana in edicola e sul sito. Il recordman di presenze di legislature e quindi di assegno mensile è Lanfranco Turci, nato a Campogalliano nel 1940 e al lavoro per conto del Pci prima e socialisti e rosa nel pugno poi, sia alla Camera che al Senato, per 5 legislature. Turci ha terminato il proprio mandato parlamentare nel 2008 e oggi riceve ogni mese 6mila (5mila919 euro) di pensione. Molto alta, se rapportata a quella di normali cittadini anche quella del senatore Pci Luciano Guerzoni, nato a Modena nel 1935, che dopo quattro legislature al Senato (fino al 2006) porta a casa 5mila149 euro netti al mese. La stessa cifra la percepisce anche il progressista Filippo Cavazzuti, docente universitario a Bologna, che guadagna di pensione 5mila120 euro per 12 mensilità per 4 legislature al Senato. Cavazzuti, nato a Modena nel 1942, ha lavorato al Senato sino alla XIV legislatura (terminata nel maggio 1996). Luciano Guerzoni, omonimo del precedente ex senatore citato, per tre legislature alla Camera ogni mese incamera 4mila 277 euro, qualcosa in meno dell'ex Pci Maria Teresa Granati Caruso. Quest'ultima, di professione insegnante e nata nel 1937, ha anche ricoperto in passato incarichi di consigliere e assessore ed è stata a Roma – lato Camera – per tre legislature. Quattromila euro netto al mese incamera, dopo essere stato per il Pci al Senato per tre legislature tra Camera e Senato (sino al 1987), Silvio Miana nato nel 1926 e decano per età degli ex parlamentari cittadini. Scendendo con la cifra, ma restando pur sempre a un livello che un pensionato normale si sogna, si incontrano i 3mila190 euro che percepiscono Roberto Guerzoni (Pds), Alfonsina Rinaldi (Pds) e Natalino Gatti (Pci). Quest'ultimo, ha operato per due legislature alla Camera sino al 1983 mentre la Rinaldi, nata a Castelnuovo nel 1949 e di professione impiegata, ha fatto anch'essa due legislature ma sino al 1996. Roberto Guerzoni, nato nel 1954, le sue due legislature le ha terminate nel 2006 e oggi al suo vitalizio somma anche l'emolumento di membro del consiglio d'amministrazione della Fondazione Crmo. Appena meno – 3076 euro ogni 30 giorni – prende invece l'ex dc Giovanni Manzini, nato nel 1939, per due legislature al Senato che hanno chiuso il suo impegno nel 1994. Più giù nella classifica delle pensioni di politici – comunque fortunati perché va ricordato che anche oggi molti questa attività la svolgono per cifre simboliche – si trovano Liliana Albertini e Angela Trenti Bellei che per una legislatura alla Camera e al Senato con Rifondazione comunista oggi guadagnano rispettivamente 2311 e 2384 euro. Alcide Vecchi (Pci), Onelio Prandini (Pci) e Paolo Cristoni (socialisti) percepiscono 2238 euro mensili, mentre all'ex senatrice Pci-Pds Isa Ferraguti toccano 2169 euro. Fanalino di coda è Augusto Cortelloni che al Senato con Forza Italia sino al 2001 con 2134 euro.

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