Decreto taglia-Comuni Montecreto “in forse”

Il piccolo centro sfiora i 1000 abitanti e spera nel nuovo censimento Istat Il sindaco Cadegiani: «Ma se dovremo accorparci, sceglieremo Sestola»

di Francesco Seghedoni

MONTECRETO

Riolunato sì, Montecreto forse.Altro che servizi associati e collaborazioni, studi di fattibilità e approcci più o meno decisi ad aggregare servizi e a determinare economie di scala: se il decreto varato dal Consiglio dei Ministri uscirà dall'iter parlamentare e non sarà stravolto dagli emendamenti, il Comune di Riolunato, unico della provincia di Modena ad aver un numero di residenti inferiore ai mille, dovrà accorparsi ad altri municipi. Montecreto invece è sul filo del rasoio, ma se accorpamento ci sarà andrà sicuramente con Sestola. Quindi al termine di questa legislatura, se nulla cambierà, nei due Comuni potrebbero non esserci più un sindaco, assessori e consiglieri comunali. E soprattutto i servizi ai cittadini dovranno essere aggregati con quelli di altri enti locali vicini. Ma tutti i piccoli Comuni dell'Appennino subiranno dal Decreto tagliadebiti una brusca accelerata verso quei modelli di unione e gestione associata dei servizi, di cui si parla da tempo ma sui quali si è visto ancora poco. Il Comune di Montecreto è in una situazione particolare e dovrà prestare molta attenzione al saldo dei residenti. Dallo scorso giugno ha superato la soglia fatidica dei mille abitanti, per la precisione 1001, e pertanto potrebbe sfuggire per un soffio alla tenaglia di Tremonti, ma con due decessi è ritornato a 999. «Da alcuni anni registriamo un trend positivo di nascite e una piccola quota di nuovi residenti provenienti da altri municipi e dall'estero. Per questo stiamo mettendo in campo, in collaborazione con Sestola, un maggior impegno per le politiche sociali - ha detto il sindaco di Montecreto Maurizio Cadegiani - Tornando ai residenti, anche se non credo che il problema sia quello, negli ultimi tempi abbiamo avuto 2 decessi e dovremmo essere a quota 999». Ai fini dell'inserimento nella lista dei 1500 Comuni italiani che dovranno accorparsi, sarà il censimento Istat 2011, che inizierà in ottobre, a decidere se Montecreto sarà obbligato a unirsi ad altri Comuni. Il tema dell'unione dei servizi e della fusione degli enti locali è dibattuto già da due anni sul Cimone; indipendentemente dalle misure contenute nel decreto, le acque sono mosse da tempo, anche se il primo vero segnale di cambiamento è arrivato giusto una settimana fa. Sestola e Montecreto hanno abbandonato la gestione unitaria della polizia municipale del Frignano per istituirne una autonoma. Le misure del decreto tagliadebiti, ora, daranno sicuramente un'accelerata alle misure di accorpamento o unione dei servizi, ma intanto Maurizio Cadegiani, al di là dei mille non più mille, si è già preparato ad ogni evenienza. «Condivido in pieno la necessità di risparmiare e predisporre servizi più efficienti per i cittadini e per le nostre esigenze economiche che sono trainate dal turismo - spiega - ma per farlo è necessario che ci si unisca a Comuni che condividano le stesse necessità, peculiarità e obiettivi futuri, e pertanto mentre la Comunità Montana da questo punto di vista ci sta un po' larga. È necessario che arrivino aperture dagli altri sindaci - aggiunge - e se ciò non accadrà il nostro naturale partner è sicuramente Sestola». I due enti locali collaborano da tempo, ad iniziare dai servizi sociali e scolastici per finire all'ultimo caso della polizia municipale. «Abbiamo già predisposto con il sindaco di Sestola Marco Bonucchi una bozza di convenzione per un corpo unico, e per dare il nostro contributo alle unità già in forza a Sestola, assumeremo un vigile part time a tempo indeterminato. Ci tengo a ribadirlo - precisa - sono anni che ci prepariamo anche perché avevo capito da tempo che prima o poi sarebbe arrivata l'ora, magari imposta dall'alto, degli accorpamenti. E comunque con Sestola c'è un accordo per aprire collaborazioni anche per ufficio tecnico e anagrafe, tanto per fare un esempio». Nel decreto tagliadebiti inoltre, c'è un altro capitolo che diminuisce drasticamente i trasferimenti dallo Stato agli enti locali. E ciò avviene dopo due-tre anni in cui la mannaia di Tremonti c'era già andata giù pesante. «Appunto - continua Cadegiani - con gli ulteriori tagli i servizi sociali non saranno più garantiti, quindi, di fatto, si portano anche i Comuni con più di mille abitanti ad accorparsi se vogliono far sopravvivere i loro cittadini». Intanto, stando alle dichiarazioni del ministro Calderoli secondo cui i Comuni con meno di mille abitanti dovranno accorpare servizi e Consigli comunali dalla scadenza degli attuali mandati elettorali, Cadegiani non si preoccupa di perdere la poltrona. «Mi dispiacerebbe, ma il punto è un altro: garantire ai cittadini i servizi e mettere le basi istituzionali per dare un futuro al territorio».

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