Forza Nuova contestata bandiere, cori e spintoni

Poliziotti in assetto anti sommossa. Una cinquantina i manifestanti di sinistra. Altrettanti i convegnisti all’interno dell’hotel Michelangelo. Urla all’arrivo di Fiore

Forza Nuova, stesso copione. Avrebbe dovuto suscitare episodi di violenta “vivacità” il corteo indetto per ieri sera contro Forza Nuova, in vista del convegno che si è svolto all'hotel Michelangelo e che ha visto la partecipazione dell'esponente nazionale di spicco del movimento, Roberto Fiore. In realtà, non si è verificato che il frantumarsi a terra di una bottiglia di birra e pochi tafferugli, concentrati soprattutto durante l'arrivo dei primi simpatizzanti del movimento, riconosciuti dagli oltre cinquanta manifestanti per la maglietta nera e la testa rasata, e nel corso dell'incontro, quando una partecipante ha inveito contro i relatori lamentando un diritto alla parola che non gli è stato concesso. Eppure è stata nutrita la rappresentanza che dal tardo pomeriggio ha atteso per più di due ore l'arrivo di Fiore, scortato dal referente territoriale Ugo Bertaglia. Dalla Cgil ai Giovani Democratici, all'Anpi al Pd, il mondo sindacale e quello politico si sono presentati compatti al suono di “Bella ciao uniti contro il fascismo”. «Siamo qui per rendere evidente la nostra contrarietà a neofascisti che si rifanno ad un'ideologia inaccettabile. - commenta Francesco Cancella della Cgil - dal dopo guerra il progresso è stato generato anche dagli immigrati e il fatto che Forza Nuova lo neghi non è sinonimo di civiltà». Gli fa eco la presidente dell'Anpi Atonia Bretoni: «Basta visitare i siti e facebook per accorgersi che i valori intorno ai quali ruota questo movimento sono: terra, sangue e identità. Addirittura c'è un discorso virgolettato che parla di “destino imperiale della nostra nazione” credo riferito proprio a Mussolini. Le autorità dovrebbero essere più energiche nell'intervenire contro di loro». Ampio è stato il dispiegamento di carabinieri poliziotti in assetto anti sommossa. Una volta varcato l'ingresso dell'hotel attraverso un'entrata secondaria e alla spicciolata, gli ospiti del convegno sul tema “Società multirazziale e strapotere delle banche” hanno guadagnato la saletta al piano terra dove una cinquantina di partecipanti stava attendendo piena di stima il leader Roberto Fiore. O meglio, tutti e cinquanta tranne una. La sassolese Alessandra Oliva, dichiaratasi 'non appartenente a nessun movimento politico' ha aspettato che Fiore prendesse la parola per domandare ripetutamente d'intervenire e, una volta riscontrato che questo non veniva concesso, ha alzato la voce, lamentando "che l'Impero Romano ruotava intorno all'immigrazione, era il fulcro di Roma e che l'apologia al fascismo era un reato". Oliva è stata allontanata dalle forze dell'ordine che hanno circondato l'edificio fino alla fine del convegno. Così Fiore ha potuto proseguire illustrando la sua contrarietà all'immigrazione clandestina e al cosiddetto governo dei banchieri «dannosissimo per il sistema».

Serena Arbizzi