Il rettore “al veleno” su Cencetti e sul Pal

Tomasi: la decisione di licenziare la Modena non è stata del tutto autonoma L’azienda non può ignorare l’ateneo. A Dermatologia Pellacani o Magnoni

di Davide Berti

Ci ha pensato su parecchi giorni, poi ha deciso di rompere il silenzio. Ieri nel suo studio di via Università il rettore dell’ateneo di Modena Aldo Tomasi ha accettato di parlare dei casi che da mesi, Cardiologia, e da giorni, Dermatologia, lasciano il Policlinico e l’Università stessa nel caos. Un vero e proprio terremoto quello che sta riguardando la sanità modenese, che all’esterno appare purtroppo più soggetta ai giochi di potere che alle buone pratiche mediche di stimati professionisti che fortunatamente riempiono i nostri reparti. Il rettore per la prima volta accetta di rispondere con un vero e proprio botta e risposta su questioni assai delicate che mai, per sua stessa ammissione, si sarebbe sognato di dover commentare , affrontare e, in un certo qual modo, anche giudicare. E chi, come lui, prima di essere rettore è anche medico, vive con maggior coinvolgimento e grande amarezza questo momento che rischia di compromettere il nome dell’università e del Policlinico. Perché due primari finiti nell’occhio del ciclone in poche settimane non sono proprio una cosa da tutti i giorni.

Rettore Tomasi, perchè ci ha messo tanto a decidere di parlare?

«È stata una scelta di rispetto verso la commissione che ha lavorato in questo periodo. Non volevo che le mie parole venissero strumentalizzate da qualcuno per fare il bene o il male dell’uno o dell’altro. Non ho parlato, ma ho seguito tutto con grande attenzione».

Sono state due, dallo scorso marzo, le sue posizioni ufficiali. Nella prima diceva che avrebbe parlato della Modena solo dal punto di vista accademico, perché il fattore assistenziale non era di sua competenza. Ora che Cencetti l’ha rimossa per problemi che non riguardano l’insegnamento rivendica di non essere stato consultato. Ha cambiato idea?

«Il mio atteggiamento è sempre lo stesso. Sulla collega ho sempre detto che avrei potuto mettere le mani sul fuoco. Ho pazientato quando i tempi del giudizio del nucleo di valutazione che si dovevano esprimere sui cinque anni di primariato della Modena si sono allungati, Ma non ho taciuto quando è stata presa una decisione grave e sproporzionata senza che fossi consultato».

Un sorpasso a destra della direzione generale del Policlinico?

«Per puro caso, rispetto a tutta la vicenda di Cardiologia, si è intersecata anche la valutazione sulla Modena e all’improvviso i tempi si sono inspiegabilmente allungati, arrivando alla decisione che tutti sapete. Dico solo che la commissione di valutazione, che in modo approfondito aveva dato un parere positivo sulla professoressa Modena, è stata sconfessata due volte: prima quando Cencetti ha chiesto un supplemento di indagine, poi quando è andato contro il giudizio della commissione».

Lei ha anche detto di non essere stato avvisato della decisione, nemmeno dall’assessore regionale alla sanità Carlo Lusenti: a noi risulta che lei sia stato convocato più volte a Bologna.

«Gli incontri con l’assessore regionale ci sono stati e l’assessore ha sempre rispettato il lavoro che in quel momento la commissione stava portando avanti, senza nascondere il suo assenso rispetto alle criticità evidenziate dalla relazione della commissione regionale sulle 51 cartelle cliniche di emodinamica».

Quindi dice che non è stata una decisione presa solo da Cencetti quella di rimuovere la Modena.

«Io userei il termine licenziata, perché di questo si tratta. Se mi sta chiedendo se penso che sia stato solo Cencetti a prendere questa decisione, le dico che non penso che Cencetti, per questioni così delicate, faccia scelte autonome».

Stupisce un po’ questa rottura tra lei e il direttore generale del Policlinico.

«C’è sempre stata grande collaborazione e grande trasparenza tra noi due, almeno fino a prima di questa vicenda».

Lei che idea si è fatto del caso Cardiologia.

«L’università non ha in mano le carte per giudicare, quelle le ha il Policlinico perché riguardano aspetti assistenziali.