Gli agricoltori: «Neve benedetta È un toccasana per i campi»

Le associazioni di categoria: «Era necessaria dopo settimane di siccità. Nessun problema per i vigneti» Difficoltà negli allevamenti per il trasporto degli animali e il rifornimento dei mangimi. Serre a rischio

Un toccasana per il terreno, dopo settimane di siccità, ma fonte di disagio per il trasporto delle merci fresche, per gli approvvigionamenti di mangimi negli allevamenti zootecnici e per chi deve governare gli animali nelle stalle. La neve, caduta abbondante in questi giorni, viene “benedetta” dagli agricoltori benchè nella categoria ci sia chi qualche problema lo ha dovuto affrontare.

«C’era veramente un gran bisogno di acqua in campagna - spiega Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura - quindi questa neve è benedetta, benchè ci si renda ben conto dei disagi che provoca, specialmente agli allevamenti zootecnici. Nelle stalle magari possono gelarsi le tubature o gli animali che stanno all’aperto necessitano din un riparo, ma dal punto di vista delle coltivazioni ci voleva proprio, anche perchè, a differenza dell’acqua, la neve si scioglie piano piano e penetra gradualmente nel terreno. Tra l’altro, fino a pochi giorni fa l’inverno era stato molto mite, persino troppo».

Anche Maurizio Gianaroli, presidente di Coldiretti, evidenzia come l’arrivo della neve sia stato provvidenziale dopo una prolungata siccità che aveva preoccupato non poco gli agricoltori. «Irriga il terreno e in inverno è ciò che ci vuole - spiega - è chiaro che qualche problema lo crea, magari per chi deve trasportare merci fresche come ortofrutta e latte o chi deve approvvigionarsi di mangime, ma tutto sommato gli agricoltori sono organizzati e preparati per affrontare le intemperie, soprattutto in montagna. E dal punto di vista del foraggio per gli animali, sono tanti coloro che lo producono da sè. Qualche disagio in più lo può avere avuto in pianura anche chi aveva già alzato el coperture delle serre, che magari possono essere danneggiate da neve e ghiaccio. Oppure ancora chi coltiva orticole invernali, come cavolo, broccoli, bietole e verza; se le temperature vanno molto sotto lo zero si rischiano le gelate, ma nelle nostre zone non sono molte e tutto sommato il sistema regge bene».

Le temperature rigide non dovrebbero avere creare nemmeno particolari ripercussioni ai vigneti e ai frutteti, particolarmente scenografici dopo queste nevicatee bufere.

A rimarcare le conseguenze positive di queste nevicate sull’agricoltura è Cristiano Fini, presidente della Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori. «Non c’è dubbio, ai campi fa proprio bene - spiega - benchè qualche disagio nei trasporti ci sia, le consegne possono avere subìto ritardi, ma il comparto sa come affrontare le stagioni. Peraltro voglio sottolineare l’importante contributo che gli agricoltori hanno dato con i loro mezzi per la spalatura della neve in questi giorni». Intanto il centro fauna selvatica Il Pettirosso ha salvato dal freddo alcuni esemplari. Un pappagallo cenerino, ormai allo stremo, è stato salvato da un cittadino nella zona della Crocetta a Modena. Dopo essere stato curato dai volontari, l'uccello è stato riconsegnato al proprietario. Un gruppo ha lavorato anche di notte sotto la neve per mettere in sicurezza gli oltre 1000 animali ospiti del Centro fauna in via Nonantolana. A rischio soprattutto gli uccelli nelle voliere dove le apposite reti antitrauma rischiavano di crollare a causa del peso della neve. Il Centro opera sulla base di una convezione con la Provincia. Per le segnalazioni e richieste di intervento sono attivi 24 ore su 24 i numeri telefonici: 339.8183676-339 3535192 o il servizio 118.

Claudia Benatti