Modena, «Test di selezione errati» Rivolta dei prof. in Ateneo - Video1/ Video2

Tensione all’esame per il tirocinio formativo di seicento docenti delle superiori Cercano di bloccare la prova. Il rettore: «Reazioni inqualificabili che non accetto»

L’università va fuori tema, sbaglia i quiz per la prova di Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado della disciplina A033 - Tecnologia, ed è rivolta. È accaduto ieri nelle aule della facoltà di Ingegneria in via Vignolese dove oltre 600 aspiranti insegnanti dovevano sostenere la seconda prova di ammissione al tirocinio formativo attivo. La traccia con i quiz doveva infatti essere predisposta dall’Ateneo di Modena. E qui sono nati i problemi: ai candidati in corsa per 35 posti, è stata fornito un testo che secondo la maggioranza di loro non era consona ai programmi previsti per quella materia. Da qui è scattata la protesta via via cresciuta sino ad arrivare a urla e richieste di annullare la prova. Tanti i momenti di tensione e la situazione si è fatta pesante al punto che la commissione ha chiamato i carabinieri. I candidati hanno richiesto di mettere a verbale la richiesta di annullamento della prova cercando di fermare il lavoro di chi stava regolarmente svolgendo la prova.

«Una prova irregolare - ci ha commentato Marco Marchetti - gli argomenti non erano conformi alle indicazioni ministeriali e del bando erano di fisicatecnica non pertinente ed anche parziali, rivolti solo a una parte degli insegnanti. Molti non hanno le competenze specifiche. È irregolare. Sarebbe bastato seguire le linee guida pubblicate sul sito». Proteste stigmatizzate dal rettore Aldo Tomasi. «Quanto si è verificato non trova giustificazione. - spiega - Gli episodi di intimidazione, cui sono stati fatti oggetto miei colleghi e personale dell'Ateneo, e di intralcio a quanti volevano regolarmente svolgere la prova, che hanno visti particolarmente impegnati un gruppo di candidati - soprattutto in 3 aule - testimoniano che il malessere è stato non tanto ingenerato dalla difficoltà dei quesiti, quanto dalla precisa volontà di fare annullare la prova. Nessuno contesta il diritto di protestare per i contenuti della prova o per l'efficacia di questa selezione, ma non è accettabile che persone adulte, futuri insegnanti impegnati nella scuola pubblica, infrangano così apertamente le regole e non si affidino piuttosto agli istituti democratici e giudiziari dove far prevalere eventualmente le ragioni del proprio dissenso. Apprezziamo da questo punto di vista che la gran parte dei candidati, circa l'80% secondo le nostre informazioni, abbia regalmente portato a termine la prova facendo mettere esplicitamente a verbale il loro dissenso e chiedendone l'annullamento. I nostri docenti e membri della commissione, cui desidero esprimere la mia incondizionata fiducia, e l'Ateneo attendono ora sereni che sull'accaduto si pronuncino le autorità competenti».

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