Malaysia e Singapore, in viaggio con Giò Barbieri

«La penisola malese l'ho percorsa tante volte e in tutti i modi possibili, anche in autostop: sia la costa orientale che quella occidentale ed anche il centro sul mitico Jungle Train. Trovarmi in...

«La penisola malese l'ho percorsa tante volte e in tutti i modi possibili, anche in autostop: sia la costa orientale che quella occidentale ed anche il centro sul mitico Jungle Train. Trovarmi in questa parte del mondo è per me un po' come essere a casa». Così Giò Barbieri presenta il suo ultimo libro: una guida sulla Malaysia occidentale e Singapore appena pubblicata dalla Polaris (492 pagg. 25 euro). E' la seconda guida che il modenese che secondo molti è “il più grande viaggiatore del mondo” (anche due volte recordman sul Guinness dei Primati) dà in pasto a un pubblico di suoi fratelli spirituali: la sua guida precedente, non a caso dedicata al Borneo, era stata pubblicata dalla Vallardi; è poi prevista l'uscita della guida sulla Malaysia orientale. Anche questa volta la guida, pur dettagliatissima e ricca di ogni genere di informazioni, diventa quasi un percorso antropologico che conduce il lettore-viaggiatore ad affrontare un territorio che passa da zone abitate da popolazioni quasi primitive o rurali ma arretrate fino alla massima punta dello sviluppo industriale e commerciale, Singapore. Il sottotitolo infatti è: “Dalle giunche dei pirati alla tecnologia del futuro”. E' proprio questo miscuglio di civiltà, popolazioni e etnie, nonché di religioni (qui l'islam è prevalente), a fare di questa regione uno dei posti più tolleranti del mondo. Singapore poi è oggi una città stato additata come “il miracolo” del modello occidentale: un piccolo lembo di terra paludosa e priva di acqua potabile un tempo abitato da poveri pescatori è diventato grazie alla lungimiranza del suo primo ministro, il cinese Lee Kuan Yew, un miracolo sociale ed economico nonché uno dei teatri principali dell'architettura contemporanea. Certo, Singapore - come spiega bene Barbieri - è frutto di un disegno politico e sociale unico al mondo, che oltretutto è andato a compimento anche perché la minirepubblica è passata da colonia inglese a capitale mondiale del duty free. Un città dove domina un'idea di “grande armonia” che solo un modello confuciano poteva dare attraverso una democrazia autoritaria: ordine, obbedienza, rispetto e lealtà commerciale sono le chiavi di questo successo che è anche fatto di leggi a volte per noi molto aspre o esagerate (le sanzioni contro il fumo sono famose), ma che permettono al cittadino una tutela elevata dei suoi diritti e delle sue possibilità di crescita sociale. Singapore, si capisce anche dalla guida di Barbieri, è una città sicura: chiunque, senza distinzioni, può girare per le strade senza essere infastidito, godendo delle stesse opportunità degli altri. E' una metropoli tra le più efficienti e meno criminalizzate del mondo ed è uno dei posti più ambiti da abitarci. Molte pagine della guida sono infatti dedicate al cuore storico di Singapore, il Civic District, ovvero il vecchio distretto coloniale. Barbieri accompagna i viaggiatori per le strade attraverso chiese e palazzi pubblici ma anche ricordando la sanguinosa rivolta del 1915 che qui si svolse; o il Padang, l'area verde inviolata dalla speculazione edilizia e centro dell'ex colonia. Capitoli a parte sono dedicati all'Esplanade Park, ad Armenian Street e dintorni, a Chinatown, al Business District e a Raffles City, sede del celebre Raffles Hotel, vecchia gloria cittadina al tempo degli inglesi. Ricchissima di notizie è la prima parte della guida, dedicata alla costa occidentale della Malaysia. Ogni pagina può essere utilizzata per saperne di più non solo sulle località di mare e turistiche ma anche sulle popolazioni, i costumi e i monumenti che si incontrano lungo i percorsi seguiti da Barbieri nel corso dei suoi viaggi. Un ampio capitolo è poi dedicato ala capitale Kuala Lumpur.