Mirandola e post terremoto. «Gambro caccia Baraldi? È falso»

Dopo l'esclusione dalla White list il Pdl accusa, ma la multinazionale smentisce: finirà le demolizioni

«La multinazionale Gambro - affermano Antonio Platis, capogruppo Pdl a Mirandola, e i colleghi Gabrielli e Lugli - ha annunciato ai suoi dipendenti che a causa dell’esclusione della ditta F.lli Baraldi dalla “white-List” saranno sospesi i lavori nell'attesa di trovare una nuova impresa in grado di proseguirli». Parte da qui l’intervento dei tre esponenti del Pdl sul « rischio di un blocco» della ricostruzione nella Bassa, dopo che la Prefettura che non ha ammesso la ditta Baraldi nella famosa lista delle ditte pulite. Così, mentre il Pdl di Mirandola annuncia una interrogazione a difesa della ditta e dei suoi 500 dipendenti, è la stessa Gambro ad annunciare - in sostanza - che si tratta di una affermazione non vera, di voci riportate in maniera non corretta.

«Alla ditta Baraldi - precisa senza alcun altro commento l’ufficio stampa dell’azienda Gambro - era stata commissionata la demolizione di alcune parti dello stabilimento. La demolizione è al 90% e Gambro ha deciso di proseguire nell’appalto fino al termine dei lavori di demolizione. Per la ricostruzione dobbiamo invece ancora dare incarico ad un pool di tecnici, che saranno chiamati ad indiviurae un progetto e ad affiancarci nella scelta delle ditte che costruiranno, circostanza questa che esula dall’incarico di demolizione alla ditta F.lli Baraldi spa».

Platis invece, nel contestare la decisione della prefettura in merito alla ditta dei Baraldi, aveva parlato di un «rischio di ricorsi e querelle legali» che, dice l’esponente del Pdl, «potrebbe affossare irrimediabilmente il ripristino della sede mirandolese della multinazionale».