Lega presidia il Monte Paschi e attacca il Pd/ Il video

«Basta con l’influenza dei partiti nelle banche e gli istituti tornino a dare credito a famiglie e aziende»

Una ventina di militanti della Lega Nord si sono ritrovati ieri mattina per manifestare davanti alla sede cittadina della banca Monti Paschi di Siena, in viale Trento Trieste. L'istituto bancario senese è finito al centro di un'inchiesta che ha acceso la polemica fra i partiti in vista delle prossime elezioni politiche. Stefano Bellei, segretario cittadino della Lega, attacca: «Abbiamo fatto un gesto simbolico per dire alla città che la situazione della banca è molto difficile e critica. Pensiamo che i consigli di amministrazione delle banche dovrebbero essere neutrali alle influenze politiche. Solo nel 2012 il Monte dei Paschi di Siena ha negato dei crediti a 15 mila imprese, ma c'è anche il tema della mancanza di vigilanza della Banca d'Italia». Secondo la Lega «il sistema bancario ha acquisito potere fino ad arrivare a dominare la politica, mentre non sono più le banche ad aiutare la società, ma i cittadini che con le loro tasse sono chiamati ad aiutare e sostenere le banche». Per Filippo Panini, militante leghista, occorre finanziare le aziende: «Pensiamo che le banche dovrebbero smettere di fare speculazione e tornare a fare credito alle aziende e aiutare gli artigiani. Il presidio davanti alla sede modenese lo facciamo per conto dell'azionariato che è stato massacrato da questa banca e per conto di questo Stato che deve smettere di dare soldi alle banche», mentre Luca Bagnoli, consigliere alla circoscrizione 4 e candidato al Senato in quota Lega, punta l'obbiettivo sull'alleanza PD-Sel: «Quasi sicuramente salta il banco perchè dopo le elezioni il PD si allea con Monti, e Vendola finirà per abbandonare la coalizione. Una situazione instabile per l'Italia». A dare sostegno al presidio davanti al MPS anche gli onorevoli leghisti Gianni Fava e Fabio Rainieri. «Chiediamo chiarezza sul rapporto tra banca e Partito Democratico», dice Rainieri. Secondo Fava invece il «PD ha usato i soldi della Banca per fare i propri interessi». Intanto il Monte Paschi di Siena si sta muovendo sul piano legale per tutelare la propria attività contro la diffusione di informazioni false. «In tutta Italia - spiega - le sedi del MpS sono diventate il bersaglio di attacchi di varia natura, che impediscono il normale svolgimento delle attività».