«Rimborsi al 100% e su tutto. Lo dice la legge, basta applicarla»

La scoperta di un pool di avvocati finalesi: «Gli aiuti di Stato sono legittimi e vanno estesi alla Bassa». Attacco agli uffici comunali: «I tecnici devono muoversi, la burocrazia peggiore è nei municipi»

FINALE. Prove di dialogo tra comitati. Non ancora, sia chiaro, una convergenza totale e la disponibilità a traghettare i vari movimenti in un’unica realtà che rappresenti tutti i terremotati, ma quantomeno le parti iniziano a parlarsi. È accaduto lunedì sera all’assemblea di Finale Emilia Terremotata Protesta, convocata per fare il punto dopo la prima manifestazione a Bologna in Regione e la relativa chiacchierata con Errani. Tra il pubblico si sono visti, e hanno parlato, attivisti di Sisma.12 e di altri comitati del ferrarese, per una serata con circa 200 spettatori, tra cui il consigliere regionale leghista Mauro Manfredini con i consiglieri regionali Biagi e Boetti e il consigliere Pdl in Provincia, Dante Mazzi, interessati ad ascoltare le relazioni dei tecnici e l’ultima intuizione legislativa che punta a far saltare il banco dei rimborsi.

RIMBORSO TOTALE

La scoperta è arrivata dal pool di avvocati formato da Roberto Neri, Monica Malaguti e Annalisa Lodi e richiama l’articolo 47 della norma 234 del 2012 delle “Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea”. Si parla di aiuti di Stato. “Gli aiuti pubblici concessi, anche sotto forma di agevolazione fiscale, in ragione dei danni arrecati da calamità naturali o da altri eventi eccezionali possono essere concessi a soggetti che esercitano un'attività economica, nei limiti del 100 per cento del danno subito, ivi comprese le somme dei versamenti a titolo di tributi, contributi previdenziali e premi assicurativi dovuti nel periodo di vigenza dello stato di emergenza».

In sostanza, se la norma fosse applicata alla lettera, comporterebbe non solo la cancellazione dei parametri al metro quadrato che hanno sotteso alle ordinanze regionali, ma estenderebbe il beneficio del sostegno totale anche ai danni indiretti che, a oggi, seppur vi sia una legge, non hanno trovato attuazione nei decreti governativi.

GLI UFFICI TECNICI COMUNALI

La relazione dell’ingegnere Paolo Bianco, corredata di date e cifre, evidenzia come per ottenere una cambiale Errani serve tempo, molto, e pazienza, altrettanta. «Le ordinanze ci sono - dice Bianco - il Mude è ormai attivo anche se è complesso, ma serve un salto di qualità degli uffici tecnici comunali per velocizzare le autorizzazioni ai progetti. Tempi di attesa di quasi 50 giorni non sono tollerabili. Inoltre i Comuni devono sveltire le regole dei piani della ricostruzione nei centri storici altrimenti la ristrutturazione si paralizza».

E mentre il commercialista Alessandro Bergonzini continua a ribadire l’incongruenza tra i dettami raggiunti in Regione e la pratica («Le banche devono anticipare le fatture alle imprese edili altrimenti rischiano il fallimento, dice la Regione, ma poi vige il merito creditizio e gli istituti fanno quel che credono. Se non si interviene con una liquidazione mensile saranno guai»), Aureliano Mascioli di Sisma.12 ricorda come la ricostruzione debba essere sancita come diritto per il cittadino perché, a oggi, «non c’è tutela per il terremotato. Se il tecnico o l’impresa sbagliano il contributo decade e l’unico a pagare è il padrone di casa».

L’ONOREVOLE FERRARESI

Dopo la lunga giornata di Roma, Vittorio Ferraresi, arriva a Finale alle 22.30 passate. Viene invitato a parlare, ribadisce la richiesta di avere un documento unitario dei comitati terremotati da portare in Parlamento, ma il fronte dei cittadini si divide. C’è chi critica l’idea e chi l’appoggia, ma l’unitarietà, anche su questo fronte, è ben lontana da venire. Ci vorrà tempo, idee chiare e pazienza, quella che in molti stanno perdendo...