L'inchiesta-1/Modena su due ruote Città delle ciclabili belle ma incompiute

Studio di “Ingegneria senza Frontiere” boccia la situazione Le piste sottoutilizzate a causa dell’assenza di interi tratti

Non siamo una città per le biciclette, purtroppo, o almeno abbiamo molti deficit da colmare soprattutto nell'ambito delle piste ciclabili. Sembra un controsenso, visti i numerosi annunci e progetti di questi anni, ma le ricerche e i calcoli effettuati dal gruppo universitario "Ingegneria senza Frontiere Modena" lo dimostrano. Sotto la Ghirlandina abbiamo certo anche tante aspetti positivi in quest'ambito, ma la sensazione è quella di un potenziale largamente sottoutilizzato. Partiamo però dalla faccia buona della medaglia. Per quanto concerne la situazione della mobilità Modena, spiegano i ragazzi di Ingegneria senza Frontiere, vanta un livello di funzionalità superiore rispetto ad altre città delle stesse dimensioni. Secondo dati Euromobility e comunali siamo infatti la seconda città italiana per chilometri di piste ciclabili ogni 10mila abitanti, ma allo stesso tempo la città in giallo blù non è tra le prime dieci città italiane per numero degli spostamenti urbani effettuati in bicicletta. I dati arrivano dal rapporto 2012 di Legambiente bici in città: gli spostamenti urbani per il 75% sono effettuati attraverso l'automobile privata mentre solo il 10% utilizza la bici e ancor meno, il 7%, i mezzi pubblici che pure pesano in maniera significativa sugli esangui bilanci pubblici. In ogni caso alla fine dell'anno scorso la rete delle piste ciclabili si attestava a quota 212 km, un buon dato. Un altro è il seguente: ogni 100 abitanti modenesi sono disponibili 100 bibliclette, dunque mediamente una a testa (il numero dei furti, una piaga, aprirebbe però un altro capitolo della questione). Le auto invece sono 63 e, se teniamo conto che Modena ogni anno sfonda per ben 85 volte il tetto delle pm10, è un dato che più cala e meglio sarebbe ovviamente. Ma come visto le note dolenti segnano punti a nostro sfavore. Il motivo? Da ricercarsi soprattutto nel fatto che le tante piste ciclabili della città mancano tratti fondamentali che diano continuità e armonia nei percorsi che invece oggi sono spesso dei percorsi di guerra o quasi. Insomma finora la "cultura" cittadina non va nella direzione "ambientale", nonostante molti interventi delle amministrazioni pubbliche negli anni abbiano spiegato il contrario. Quali sono i tratti mancanti? Lo si vede nella cartina che pubblichiamo a fianco. Tanto per citare i casi più eclatanti va detto che mancano a tuttoggi le piste ciclabili in via Giardini – una strada come si sa trafficatissima – lungo le Morane, altra via fondamentale a sud di Modena, così come lungo la Vignolese. Arriviamo alla via Emilia: a ovest la situazione è disastrosa, a est a parte in punto vicino al recente ponte ciclopedonale sospeso la pista ciclabile manca quasi per intero da largo Garibaldi alla Fossalta. A nord del centro la musica non cambia e i ciclisti, o per meglio dire i cicloutenti, devono fare a meno di vie dedicate in via Canaletto, in via Gransci, in un tratto della Nonantolana. I ricercatori di Ingegneria senza frontiere, che nelle settimane scorse hanno presentato i dati anche all'assessore alla mobilità Giacobazzi, hanno svolto una sorta di sondaggio tra gli utenti che però non ha alcun valore statistico. Ma la fotografia è molto attendibile, soprattutto confrontando i mezzi di locomozione usati, l'auto, la bici, il trasporto pubblico, lo scooter e i semplici piedi. Da questi numeri emerge, che citiamo in estrema sintesi, se i chilometri da percorrere sono inferiori a quattro la velocità media che l'utente sull'auto può raggiungere è pari a 14 chilometri l'ora a fronte dei 12 possibili con le due ruote. Peraltro se i chilometri da percorrersi sono tre la velocità media possibile tra mezzo meccanico e la bici è pressoché identica. Insomma conviene questo mezzo (e anche l'autobus), rispetto all'auto. Nella prossima puntata dell'inchiesta confronteremo la nostra città con altre prendendo a paragone molti indicatori. (1.continua)