«Ponte ciclopedonale, cattedrale nel deserto»

Macchitelli: «L’attuale sistema non è inefficiente, ma ha molte potenzialità inespresse»

«Siamo fuori dalla classifica delle prime dieci città per spostamenti urbani effettuati in bici perché così come tanti tubi sparsi non fanno un acquedotto tanti spezzoni di asfalto non fanno una ciclabile». Ingegneria senza Frontiere incarica il 23enne studente di ingegneria Giovanni Macchitelli di fare il punto sul tema e sulle attività dell'associazione. «Un esempio emblematico di come, secondo le nostre informazioni, le cose non funzionano a dovere nella nostra città da questo punto di vista è il ponte ciclopedonale realizzato un paio di anni fa sulla rotatoria con sottopasso che collega via Emilia est alla tangenziale. Quel manufatto è come una cattedrale nel deserto perché la ciclabile si interrompe bruscamente sulla via Emilia in entrambi i lati, isolando di fatto il ponte dalla rete ciclabile». Il giudizio per Macchitelli e gli altri è insomma negativo: «Il sistema attuale delle ciclabili secondo noi non è inefficiente, con molte potenzialità del territorio piano inespresse visto che in pochi minuti è possibile attraversare la città quasi a tutte le ore del giorno. Noi usiamo anche troppo spesso l'auto per brevissime distanze, mentre siamo convinti che in una città moderna si debba e si possa fare meglio dal punto di vista ambientale, economico, sociale e sanitario». Gli indicatori menzionati dal ricercatore non vanno tralasciati perché se è logico pensare che restando in movimento usando la bici è utile dal punto di vista ambientale, sociale e sanitario (ci si ammala meno) stupisce il dato economico. «Secondo uno studio danese ogni km in bici porta 42 centesimi in più ai bilanci pubblici italiani, mentre ogni km in auto genera una perdita di 3 cent». Questi futuri professionisti continano a studiare la materia: «Dobbiamo ringraziare un esperto come il prof Matteo Dondè, autore dei biciplan di Reggio e Milano, anche grazie al quale abbiamo la campagna Sgaget!. Inoltre consigliamo di dotarsi di un biciplan vero e di potenziare trasporto pubblico, car sharing e auto elettrica». (s.l.)