Terremoto e ricostruzione/Errani: «Ci manca un miliardo, La casa è un diritto da tutelare»

Il presidente a tutto campo sulla ricostruzione: «Ci sono ancora tanti temi aperti, ma non arretriamo Un terremotato ha sempre ragione, se ci sono dei problemi la responsabilità è nostra e vanno risolti»

Vasco Errani sorride. Guarda i numeri, pensa al 20 maggio, alla mancanza di norme, al dramma della popolazione e allo sconforto nel non poter dare risposte immediate e sorride. Lo può fare perché in un anno la Regione è stata in grado di creare ex-novo un’esperienza pilota da cui la legge nazionale sulle grandi calamità nazionali dovrà attingere a piene mani. «Provate voi a scrivere norme senza uno storico, abbiamo dovuto inventarci tutto e questo meccanismo resta flessibile».

Il futuro

«Non c’è un uomo solo al comando, ma un sistema di governo con i Comuni e le Province - dice Errani - Martedì ero a Roma in commissione al Senato per ribadire le nostre ultime richieste di miglioramento del decreto 43, quello che di fatto allunga l’emergenza a fine 2014. Esenzione dal Patto di stabilità per i Comuni, proroga a dicembre per gli adempimenti fiscali, riconoscimento dei danni al fatturato, oltre a quelle alle strutture delle imprese. In particolare ci sono due questioni a cui tengo molto: proroga a dicembre del meccanismo di prestito per il pagamento di tasse e contributi e operatività del prestito, con interessi a carico dello Stato, anche per chi ha avuto danni indiretti. Il decreto c’è già, bisogna renderlo operativo».

Cas e sfollati

«Dei 45mila sfollati - aggiunge l’assessore Paola Gazzolo - solo 68 persone erano in albergo il 6 maggio. Abbiamo 8.100 domande di Cas, ma erano 15mila). Questa è la strada».

I soldi

I 6 miliardi della Cassa Depositi e Prestiti saranno sufficienti per ricostruire case e aziende. Parola del presidente, che però aggiunge: «Semmai non dovessero bastare ne chiederemo altri, come abbiamo sempre promesso. Ora è in fase di elaborazione il piano delle opere pubbliche (palazzi, monumenti e chiese) che dovrà essere finanziato per circa un miliardo di euro. Ecco, questa è la cifra che ancora ci manca, ma mi auguro di definire il provvedimento, con relativa copertura economica, entro l’inizio del 2014. Se così fosse potremo dire che il terremoto emiliano è stato il più veloce della storia a trovare tutta la copertura economica. Ma fino a quando tutto non sarà meglio del 19 maggio 2012 non saremo contenti».

Il lavoro

Il terremoto è stato, paradossalmente, un’opportunità. Lo dice Errani, lo sostiene anche Emilio Sabattini, presidente della Provincia, come del resto l’assessore Muzzarelli. «Nei primi mesi del sisma - spiega il braccio destro di Errani - la cassa integrazione nel cratere era arrivata a quota 41mila e 300. Ora abbiamo 2700 persone ancora supportate dagli ammortizzatori sociali. Ciò significa che il mondo delle imprese sta ripartendo e c’è anche chi, grazie agli investimenti fatti, sta avendo un aumento di fatturato».

Rimborso o indennizzo

«Vogliamo dare a tutti ciò che gli spetta. Ci metteremo un po’ di tempo ma ce la faremo - anticipa Errani - So che c’è un dibattito tra contributo e indennizzo, ma per quello che ci riguarda il riconoscimento del danno, dove è asseverato e legato al terremoto, è per noi un diritto e deve essere coperto fino all’ultimo euro. Questo lo assicuriamo noi».

La questione dell’indennizzo è molto calda nella Bassa: il rimborso è infatti legato alla normativa vigente, ma in caso di modifica il terremotato si vedrebbe costretto a rifondere personalmente il prestito bancario al momento coperto dalla Cassa Deposito e Prestiti.

Polemiche e manifestazioni

Il 23, a Mirandola, andrà in scena l’adunata delle associazioni economiche con il supporto di sindacati e comitati. «Il terremotato ha sempre ragione - dice Errani - Se ci sono dei problemi spetta a noi risolverli. Abbiamo sempre dialogato con tutti, condividendo e cercando soluzioni a volte complicate, ma necessarie. L’obiettivo è comune: ricostruire la nostra terra, garantendoci centri storici più sicuri e attraenti, senza perdere la memoria storica e senza costruire new-town. Ci stiamo lavorando, c’è ancora tanto da fare. Non mi do un voto, il mio voto è il lavoro. Intanto abbiamo riconquistato credibilità di fronte a tutti, in primis all’Europa. Questo è il primo terremoto che arriva sempre prima sul tavolo della Ue e poi a Roma. Non vogliamo che venga aperta un’altra procedura di infrazione. Se non avessimo raggiunto una certa fiducia mai sarebbero stati stanziati i 670 milioni di solidarietà».

I sindaci

Al lungo tavolo in Regione siedono Alberto Silvestri, Antonella Baldini e Luisa Turci, oltre che Alan Fabbri di Bondeno. «La collaborazione ha dato i frutti sperati - dicono - abbiamo condiviso le strategie e gli obiettivi. Ma non si dica che l’emergenza è finita perché abbiamo ancora migliaia di persone fuori casa. E fino a quando tutti non saranno rientrati non cederemo di un centimetro. La casa è un diritto, come ha detto Errani».

@francescodondi

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