Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Nonantola, successo per la notte al museo

In tanti ad ammirare la cripta dell’abbazia e le opere salvate dalle chiese danneggiate dal sisma

NONANTOLA. Grande successo sabato sera al Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra per la notte dei musei. Decine di persone hanno approfittato dell’occasione della visita guidata serale gratuita al museo e alla cripta dell’abbazia sia per riscoprire i segreti di una delle più antiche e importanti abbazie europee (fondata nel 752), sia per vedere da vicino, a un anno dal sisma che ha colpito la Bassa, dove sono custodite temporaneamente un centinaio di opere d’arte di grandissimo pregio ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

NONANTOLA. Grande successo sabato sera al Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra per la notte dei musei. Decine di persone hanno approfittato dell’occasione della visita guidata serale gratuita al museo e alla cripta dell’abbazia sia per riscoprire i segreti di una delle più antiche e importanti abbazie europee (fondata nel 752), sia per vedere da vicino, a un anno dal sisma che ha colpito la Bassa, dove sono custodite temporaneamente un centinaio di opere d’arte di grandissimo pregio salvate da una cinquantina di chiese colpite dal terremoto. Anche l’abbazia di Nonantola ha subìto danni a causa del sisma di un anno fa, tanto che ora è visitabile solo la cripta e i lavori di ristrutturazione della chiesa dovrebbero partire dopo l’estate, con il rifacimento totale della copertura e il consolidamento dei muri portanti esterni. Al secondo piano del Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra, invece, hanno trovato posto autentici capolavori di arte sacra, visitabili fino al prossimo 14 marzo. Oltre 100 opere salvate dalla devastazione sono state ricollocate lì temporaneamente in un percorso ideale sud – nord, che parte da Bastiglia fino ad arrivare a Finale. Ecco allora grandi capolavori come San Giminiano e San Clemente I papa di Luigi Crespi e il Martirio di Sant’Ignazio di Antiochia dalla chiesa di Bastiglia, per proseguire con il Battesimo di Cristo da Bomporto e la Sant’Agata Martire di Adeodato Malatesta dalla chiesa di Sorbara. Raffinatissimi capolavori provengono inoltre da Stuffione di Ravarino, come la Madonna di Monserrat di Simone Cantarini o il Transito di San Giuseppe di Giuseppe Maria Crespi, che racconta un episodio (il trapasso di San Giuseppe, appunto) non narrato nei vangeli canonici. Ancora, da San Felice e Rivara ecco uno splendido Fermo Ghisoni (allievo di Giulio Romano) con un Cristo vittorioso sulla morte e un Cristo in terracotta estratto fortunatamente intatto dalle macerie. Sempre al museo nonantolano, si può godere la vista di un capolavoro proveniente dalla Chiesa del Seminario di Finale Emilia, già riaperta al culto: un’opera del Guercino, raffigurante la Visione di San Lorenzo Martire. Poi, naturalmente, accanto a queste opere ci sono i tesori permanenti del museo nonantolano, con codici miniati (come il preziosissimo Evangeliario di Matilde di Canossa), il corredo funebre di San Silvestro I papa (tra cui un tessuto rarissimo proveniente dagli opifici imperiali di Costantinopoli), una stauroteca contenente frammenti della croce di Cristo e tantissimo altro. Una visita al museo, insomma, è quanto mai consigliata in questo periodo a tutti gli appassionati d'arte. (m.ped.)