L’amara stagione delle rosse di Vignola

La raccolta delle ciliegie è nel periodo clou ma la produzione è calata mediamente del 40%. Prezzi solo ora in ripresa

VIGNOLA. Per la ciliegia di Vignola buoni i prezzi e grande qualità per le varietà di grido, ma pesa il grosso calo di produzione; colpa di una primavera “pazza”. Un primo bilancio in attesa della fine della stagione, la prima settimana di luglio. Da dimenticare la performance delle prime ciliegie raccolte.

Una stagione, quella in corso per le ciliegie a Vignola e dintorni, in cui ne sono capitate di cotte e di crude, letteralmente. Alla siccità dell’estate scorsa, che ha portato le piante a uno stress idrico, si è aggiunta una primavera come mai si era vista. Prima le abbondanti piogge durante la fioritura dei ciliegi, poi l’allegagione venuta male e infine la cascola, la caduta, dei frutti. Su tutto poi il volo delle api, insetti delicati che volano poco col cielo coperto e per niente con la pioggia, che da qualche anno a questa parte volano meno. Il risultato? «Un -40% di produzione rispetto all’anno scorso», spiega Stefano Zocca, direttore del mercato Ortofrutticolo di Vignola. Questo è ancora un dato provvisorio, in attesa di quello più definitivo che arriverà a luglio, ma soprattutto è un valore medio, che tiene conto di un territorio di produzione che va dalle Basse di Vignola, alle Alte, e fino su a Zocca, a 600 metri d’altezza. Diversi produttori lamentano infatti un calo che arriva addirittura al 60%.

«Nonostante la sfortuna durante la fase di crescita - continua Zocca - ora i prezzi vanno abbastanza bene, si sta finendo di raccogliere le varietà Giorgia e Samba, e sono in arrivo il picco della Ferrovia e il Lapis. Queste sono le quattro varietà che producono di più, una delle caratteristiche più importanti per restare sul mercato a prezzi soddisfacenti. Domenica sono arrivati al mercato 110 quintali di Ferrovia, a prezzi da 3 a 5,5 euro al chilo, con i coltivatori che iniziano a guadagnare una volta giunti a 2,8 euro al chilo». Se da questi dati sembra si possa esultare in realtà così non è se si considerano il calo di produzione e che per le prime varietà, le precoci la stagione è «andata male - continua il direttore del mercato - anche a causa delle vendite non sostenute dal clima». La frutta estiva, com’è la ciliegia, si vende con la bella stagione, col caldo, e l’avvio ritardato della primavera ha influito sulla domanda, quasi azzerandola. Di conseguenza tutte le prime partite sono state vendute a prezzi bassi, sottocosto.

Se c’è da festeggiare è sulla qualità, che almeno per le varietà che si stanno raccogliendo ora, è «eccezionale - continua Zocca - da tutti i punti di vista, croccantezza, sapore, colore», confermando il frutto di Vignola al vertice italiano. Per valutare la stagione un vero bilancio definitivo sarà però possibile solo a luglio, quando la raccolta sarà finita, con circa una settimana di ritardo. Quest’anno la stagione è infatti iniziata una decina di giorni dopo e si continuerà a raccogliere le ultime varietà fino alla prima settimana di luglio.