Cispadana, la farsa dell’ok emersa dalle intercettazioni

Prime indiscrezioni sugli atti dell’inchiesta partita da quella della Tav a Firenze Telefonate con i membri della commissione ministeriale per gestire il via libera

Una farsa vergognosa. È quanto emerge dalle intercettazioni della magistratura di Firenze sulla valutazione di impatto ambientale per la Cispadana, e sul ruolo dei commissari che - chiamati a ponderare per conto del ministero dell’Ambiente le criticità del progetto - “sballottinavano” direttamente o indirettamente con i costruttori dell’autostrada, per dare l’ok al progetto. È questa la deprimente sensazione che traspare dalle intercettazioni ambientali disposte dalla magistratura toscana nell’ambito dell’inchiesta sulla Tav di Firenze, che ha coinvolto anche dirigenti di Coopsette di Reggio (che costruisce la Tav a Firenze e costruirà la Cispadana) e Walter Bellomo, componente della Commissione di Via ed esponente politico del Pd in Sicilia, oggi in disgrazia. Come noto, l’inchiesta di Firenze ha svelato un “mondo”, nel quale entra anche l’autostrada che porterà da Reggiolo a Ferrara, incuneandosi tra i paesi della Bassa, e per la quale i promotori contano di avere l’ok entro ottobre.

Per usare le espressioni dei magistrati ... “si comprende come il ruolo di Bellomo nella procedura di approvazione della Via sulla autostrada Cispadana sia quello di referente occulto dell'impresa, che tenga i contatti con gli altri membri della commissione per una approvazione senza ostacoli”.

Ora, dopo le prime anticipazioni, le intercettazioni telefoniche - che si riferiscono a fine 2012, in piena emergenza sulla ricostruzione della Bassa terramotata - svelano molto più brutalmente un intreccio tra gli emissari di Coopsette, Bellomo e uno dei tecnici referenti per la valutazione del progetto. Telefonate nelle quali si comprende chiaramente come la gran mole dei documenti inviati a Roma non sono stati di fatto esaminati. Nè quelli degli aspiranti costruttori, nè tantomeno tutti quelli di comitati, cittadini, associazioni che da anni si battono contro un progetto considerato ambientalmente e strutturalmente inadeguato.

Così, quelli che erano passati per complimenti per il lavoro svolto nella progettazione vengono letti come una sorta di ammissione che quella mole di lavoro non è stata di fatto esaminata: perciò serviva un “parere sintetico di 50-60 pagine, per facilitare la commissione nella lettura degli atti”.

«Io me lo chiamo e gli dico ... “belli miei avete fatto un ottimo lavoro ... piace a tutti ma è una cosa infinita ... se noi vogliamo quagliare per fare la cosa seria” …», dice Bellomo in una delle intercettazioni, evocando la sintesi. Incredibilmente poi le carte svelano come dalla Commissione di Via si cercasse di far sapere a Coopsette che non c’era stata alcuna opposizione, circostanza che dimostra anche l’ignoranza di quante polemiche erano scoppiate negli anni.

«Voglio arrivare ... se ci riusciamo addirittura a non fare nemmeno la richiesta di integrazione ...», azzardava Bellomo, conversando con una dirigente di CoopSette. Almeno in questo aspetto non è andata così. Con l’arresto di Bellomo poi è saltato anche il piano di affidargli - scrivono i giudici - “l’incarico per la redazione del Piano di gestione delle terre per i lavori di realizzazione dell’Autostrada Cispadana”. (a.setti)