Congresso Pd/ Bursi:«Alleanze? Partiamo dai programmi Primarie se servono»

1) «Condivisione. Vicinanza. Cambiamento. Sono queste le prime tre parole per il programma che vorrei per il Partito Democratico. Serve condivisione, non dobbiamo portare verso il basso le...

1) «Condivisione. Vicinanza. Cambiamento. Sono queste le prime tre parole per il programma che vorrei per il Partito Democratico. Serve condivisione, non dobbiamo portare verso il basso le frammentazioni del livello nazionale: dobbiamo portare verso l'alto la visione comune della nostra collettività politica locale.

Poi, la vicinanza. A fronte degli effetti della crisi economica, serve un partito che coi suoi iscritti, i suoi dirigenti ed i suoi amministratori sia vicino alle persone.

Infine, come conseguenza, il cambiamento.

Il compito della politica è quello di partire dai bisogni ed elaborare le risposte. Voglio un partito “capace di fare”: questo è il cambiamento che stiamo aspettando e che dobbiamo provare a perseguire con le nostre azioni».

2) «Le primarie sono un ottimo strumento al servizio di tutti, della politica e della democrazia. Detto questo, credo anche nell'autonomia dei territori e nella valutazione caso per caso, per mettere in campo le persone migliori in ogni circostanza. Le primarie sono ormai uno degli elementi fondamentali del nostro essere Democratici».

3) «Se bastasse scegliere se allearsi con Sinistra Ecologia e Libertà a sinistra o con l'Udc a destra per dare risposte ai problemi del Paese, non credo avremmo difficoltà a farlo. Ma il tema non è proprio questo: è mettere in campo proposte credibili per dare risposte alle persone, alle famiglie. Valori ed idee devono concretizzarsi nella vita di tutti i giorni. Solo in questo modo potremo far crescere un Partito Democratico solido e inclusivo al servizio di tutta la collettività, in grado di costruire buone alleanze politiche e programmatiche».

4) «C'è necessità di ascoltare di più e di accogliere sempre più le istanze che emergono dalla società e dai singoli territori. Inoltre, il Pd deve dare maggior valore all'esperienza e al sentire di ciascuno, a partire dagli iscritti e dai sostenitori con cui tutti i giorni siamo a contatto. L'ascolto e la condivisione sono le direttrici lungo le quali è opportuno procedere per portare a termine questo aspetto. C'è da tenere un rapporto franco e leale, nella chiarezza, a partire dalla suddivisione delle responsabilità e dal rispetto del ruolo di ciascuno».

5) «Ci sono soci pubblici e privati che in modo trasparente e chiaro hanno il diritto-dovere di indicare propri rappresentanti negli organismi direttivi o esecutivi. Ciò deve avvenire in base ad indirizzi chiari, criteri trasparenti che sappiano premiare la competenza e l'esperienza delle persone messe in campo. Serve poi sobrietà anche nella corresponsione dei compensi, laddove presenti».

6) «Abbiamo una realtà dove convivono privilegi inaccettabili e diritti negati. Il lavoro è tassato troppo: dobbiamo saper guidare il cambiamento, sbloccare risorse e reinvestirle nel lavoro ripartendo dal nostro patrimonio di conoscenze e dalle esperienze di successo che abbiamo conosciuto. Talenti e creatività vengono frustrati da una realtà troppo ingessata. Occorre liberare le energie per tornare a fare innovazione».

7) «Credo che oggi ci si senta tutti in discussione. La sfida generale è il rilancio del Paese intero, senza discussione. Il mondo cooperativo ha la possibilità di fare leva sui propri valori quali la centralità della persona, la sussidiarietà, il territorio e la democrazia economica. Sono risorse straordinarie con cui costruire una nuova fase di innovazione e sviluppo».

8) «Lo scenario nazionale, certo, non ci ha aiutati in tutti questi mesi. Voglio lavorare per un Partito Democratico vasto e inclusivo: vicino.

Un partito che coi suoi iscritti, i suoi dirigenti ed i suoi amministratori è vicino alle persone e ai loro bisogni. Ne riconosce le esigenze e le aspettative e fornisce risposte efficaci ai problemi. Un partito così è capace di radicarsi perché è capace di risposte concrete verso tutti».

9) «Serve un gruppo dirigente nuovo, che sappia valorizzare il ruolo dei coordinamenti di zona, contemplando un rapporto più stretto tra il gruppo dirigente diffuso e gli amministratori.

Bisogna rendere permanente una formazione per iscritti ed amministratori. La politica è un bene comune e deve trovare sostegno economico ma deve anche ridurre i propri costi e saperne dare conto. Il Partito Democratico sta aprendo una nuova fase di condivisione, concretezza e cambiamento che saprà guidarlo nel presente e portarlo nel futuro».

10) «Chi di noi sarà eletto segretario darà il suo convinto e pieno sostegno al segretario nazionale che sarà scelto con le primarie. Credo che sia questo a contare davvero in questa fase.

Poi, ciascuno di noi deciderà chi sostenere al nazionale».