In bicicletta e ben visibili di sera

Iniziativa dei militanti delle due ruote a base di accessori illuminanti

Un appuntamento utile alla sicurezza di chi utilizza la bicicletta di sera e di notte si svolge oggi pomeriggio alle 18 in piazza Mazzini in occasione di “Mi illumino di più”.

I partecipanti potranno ricevere consigli su quali strumenti utilizzare per migliorare la visibilità di chi va in bici con il buio. Alle 19 i ciclisti si sposteranno nelle strade del centro e dopo avere attraversato il cavalcavia Mazzoni nei pressi del condominio R-Nord raggiungeranno la polisportiva Sacca con brindisi finale assieme ai sostenitori dei 30 km all’ora per le auto in tutta la città. Il cicloraduno vuole sensibilizzare i partecipanti e la cittadinanza al corretto uso dei dispositivi d'illuminazione: se si migliora da questo punto di vista si può arrivare anche a una reale riduzione degli incidenti stradali dunque a un aumento della sicurezza stradale.

Le buone pratiche per le due ruote sono tra l'altro citate dal Codice della Strada che le impone: «I velocipedi - è scritto nella normativa - devono essere muniti di dispositivi per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati».

Spiega Riccardo Spinabelli di Ingegneria senza Frontiere: «Lungo il percorso transiteremo anche per il famigerato cavalcavia Mazzoni, quello dell'ex Principe, noto a tutti i ciclisti di Modena per la sua pericolosità e difficoltà di accesso. In questo modo mettiamo in luce la situazione di disagio di un quartiere adiacente al centro della città che si trova di fatto al di là di una vera e propria barriera urbana formata inevitabilmente dal passaggio della ferrovia. Il problema è stato posto ormai svariate volte nelle opportune sedi di confronto con l'amministrazione senza alcun risultato».

Il cicloraduno “M'illumino di più” si inserisce nel percorso che le associazioni locali di promozione della mobilità dolce stanno affrontando da diverso tempo operando come interfaccia tra i cittadini e l'amministrazione per chiedere tutta una serie di interventi a favore di una mobilità nuova per Modena.

Gli obiettivi: la riduzione dall'attuale 75% al 40-50% del trasporto con l'auto privata e, di conseguenza la riduzione del numero di autovetture presenti sulle nostre strade come sta avvenendo in tutta Europa.

«Esempi di interventi di questo tipo – conclude Ingegneria senza Frontiere – sono molto frequenti nelle città a noi vicine, ad esempio Reggio e in tutto il Nord Europa. Modena è rimasta molto indietro su questi aspetti, i cittadini ne hanno preso coscienza e si sono resi conto che le strade sono diventate proprietà dei Suv».

L’iniziativa è organizzato da Ingegneria senza Frontiera Modena, Ciclofficina, Ciclo Stile Modena, Comitato Sacca, Fiab, Salvaciclisti e Uisp. (s.l.)