Modena piange Lou Reed il rocker fan del balsamico - VIDEO

Il grande artista, scomparso domenica, era di casa in città grazie a Pavarotti e all’amicizia con lo chef Bottura. La manager carpigiana: «Perdiamo un genio»

Ha rattristato moltissimo anche Modena la scomparsa, avvenuta domenica scorsa, dell'icona mondiale del rock Lou Reed. Il poeta e musicista che ha influenzato intere generazioni, chitarra e voce dei Velvet Underground, è venuto a mancare a 71 anni e sono in molti a ricordare il suo legame a doppio filo con la città della Ghirlandina.

Tra questi il super chef Massimo Bottura, che ha ospitato Lou Reed all'Osteria Francescana alla fine di giugno del 2004, mentre il grande compositore rock si trovava in città, con la segretaria, alcuni amici americani e la band, per un'esibizione al Music Village di Nicoletta Pavarotti. Pavarotti con il quale Lou Reed si esibì in uno degli indimenticabili concerti del pavareotti and friends. Era l’edizione 2002 e Big Luciano duettò al suo fianco nel classico di Reed “Perfect day”, poi da solo Lou regalò il suo classico dei classici “Take a walk on the wild side”. Una serata memorabile.

Bottura si trovava a Montreal quando ha appreso, la notizia della morte di Lou Reed, con il quale era nata un'amicizia: «Amava molto la cucina e il buon cibo. E ne amava anche parlare. Ricordo quando ci trattenemmo a parlare del 'bollito non bollito' - celebre ricetta dello chef in cui diversi tagli di carne vengono tutti cotti sottovuoto a temperatura controllata - Ad un certo punto si è rivolto alla band dicendo: quest'uomo può capire le mie ossessioni sugli amplificatori» dice Bottura.

Ricorda in modo intenso la cena di Lou Reed alla Francescana anche Giuseppe Palmieri, sommelier del ristorante di via Stella. «Rimasi colpito da un aspetto in particolare: il grande senso di normalita'e semplicità di Lou Reed. - racconta Giuseppe Palmieri - all'idea di incontrarlo l'emozione in Francescana era tanta: capita tutte le volte che riceviamo una visita così importante. Fummo colpiti da questa persona così umile e "normale": un atteggiamento sorprendente da parte di una vera e propria star. Lou Reed si dimostrò curioso di capire e conoscere il nostro piccolo mondo; mi ricordo il suo interesse per l'aceto balsamico e la sua storia. Era affascinato dal rapporto quotidiano tra il nostro mitico e prezioso condimento, e la tavola modenese di tutti i giorni. Si innamorò a tal punto dell'aceto balsamico che il piatto più apprezzato fu "la parte aromatica della cesar salad». Ricordo Massimo entusiasta e felice, eccitato all'idea di conoscerlo prima, sorpreso dopo, da un Reed amichevole e disponibile al punto tale che tra i due nacque un'amicizia: si scambiarono i rispettivi numeri e si rividero a New York City. Abbiamo avuto il piacere di incontrare tante star, ma nessuna speciale come Lou Reed, al punto tale da convincermi che la strada da me scelta, basso profilo e altissime prestazioni, è la sola possibile per continuare a crescere! Rimarrà indelebile il ricordo di questa persona dagli occhi "buoni", cordiale e gentile, - conclude Palmieri - che ha scritto la storia della musica rock migliore, e che ha capito che il vero successo è celebrarsi tutti i giorni con i piedi per terra e la testa fra le nuvole». E' stata un duro colpo anche per Rita Zappador, carpigiana doc e manager nazionale di Lou Reed, la notizia della sua scomparsa. Rita era sua agente da undici anni e avrebbe dovuto riportarlo in tour l'estate scorsa, ma il trapianto ha cancellato tutto. «Il genio insuperato di Lou Reed è una ricchezza che ci ha donato, - dice Rita, commossa - la sua finta durezza che nascondeva una grande intelligenza e fragilità invece ci mancherà per sempre. Le sue mani, i suoi occhi, in quelle occasioni, erano eloquenti, e facevano di te uno di noi. L'enorme peso del suo enorme talento è stato una responsabilità che noi non immaginiamo neppure».

La guida allo shopping del Gruppo Gedi