«L’aria a livelli allarmanti: un obbligo ridurre le quattroruote»

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Modena non può probabilmente ancora considerarsi una città per biciclette, nonostante alcune iniziative recenti dedicate al mondo delle due ruote siano state portate a termine e l’impegno soprattutto da parte di numerose associazioni sia sempre più intenso.

La fotografia sulla situazione delle piste ciclabili cittadine – una situazione ancora poco ottimale – è stata scattata da Ingegneria senza frontiere di Modena. «La nostra analisi sulla ciclabilità – spiegano i membri di Isf-Modena – non è fine se stessa, ma funzionale al miglioramento del sistema di mobilità modenese per il quale vogliamo dare il nostro contributo. La situazione sotto la Ghirlandina, vista strettamente dal punto di vista di mobilità e traffico non è tragica, anzi tutt’altro. La situazione è però allarmante dal punto di vista ambientale. Nel 2008 i superamenti dei limiti delle PM10, le polveri sottili, avvenivano 110 giorni all’anno, fortunatamente al 2012 siamo scesi a 85 giorni ma occorre tener presente che il massimo consentito per legge è di 35 superamenti all’anno. Nel 2015, in ogni caso, si prevedono ulteriori restrizioni in quanto le PM10 sono considerate l'inquinante di riferimento per esprimere la qualità dell’aria. Anche l'ozono a Modena ha una concentrazione pari al triplo del valore consentito (120 mg/m³)». Questi dati secondo i volontari sono da tenere presenti per il miglioramento della ciclabilità urbana ed extraurbana locale, un obiettivo fondamentale che loro giudicano “facilmente” perseguibile per un territorio come il nostro. «La ciclabilità da sola – spiegano – non può essere l’unico baluardo per raggiungere l’obiettivo della diminuzione del trasporto effettuato tramite l'auto privata, ossia il maggiore responsabile del cattivo stato dell’aria che respiriamo. Per raggiungere un miglioramento significativo è necessario affiancare alla diffusione dei trasporti ciclabili un incremento del servizio di trasporto pubblico locale (Tpl), peraltro anch'esso principale vittima del traffico automobilistico». (s.l.)