«Due ruote è bello, ma quanti ostacoli»

Il meteorologo Luca Lombroso: «Buche sempre più pericolose, parti mancanti. Problemi notevoli»

Tra le persone conosciute della nostra città che usano sempre la bici nella loro quotidianità, oltre al sindaco Giorgio Pighi, c'è il meteorologo dell'Università Luca Lombroso che ogni giorno dal paese di residenza Campogalliano viene a Modena a lavorare.

Il suo giudizio sulle piste ciclabili cittadine ha qualche luce, ma tante ombre.

«E' giusto dire – spiega lo studioso – che a Modena le piste ciclabili ci sono e rispetto ad alcuni anni fa la situazione è molto migliore. Un tempo quasi non si poteva girare in bici, oggi per fortuna è diverso».

Lei usa molto la bici?

«Sì ogni giorno, anche quando fa freddo, da Campogalliano a Modena e devo dire che i problemi sulle piste sono tanti, magari si tratta di piccole cose che potrebbero risolversi a costo zero o quasi. Da Campogalliano io faccio 13 chilometri e, secondo i calcoli di Ingegneria senza Frontiere dovrei usare il mezzo pubblico: purtroppo sarebbe complicatissimo arrivare in bus dal mio paese. I collegamenti ciclabili tra Modena e Campogalliano sono due. O quello che transita sul ponte della Barchetta che però è inagibile quando avviene la piena del Secchia e inoltre presenta un sottopasso, nel comune di Campogalliano, che si allaga appena piove. La pista che uso di più è quella di Ponte alto, ma anche qui ci sono problemi».

Quali?

«Dall'estate lungo il percorso si nota la staccionata che costeggia la pista che cade letteralmente a pezzi, tanto che è complicato usare la pista stessa che di fatto è interrotta. Mi chiedo come la staccionata possa essere in questo stato, essendo stata realizzata pochissimi anni fa. Poi si arriva alla Madonnina e c'è fino al cavalcavia un percorso pericoloso per i ciclisti».

Altri problemi?

«In linea generale mi pare che molte ciclabili siano pensate non per chi lavora, ma per le utilizza per la gita domenicale. Mobilità sostenibile invece vuole dire che devi pensare a chi la utilizza ogni giorno. Alcuni percorsi sono belli dal punto di vista naturalistico ma poi ci sono mille interruzioni. Siamo molto lontani da quanto vedo in Germania, Olanda, Danimarca, dove addirittura ci sono piste lente, per le mamme con il bimbo in bici o per le persone anziane. E' una questione culturale. E poi è fondamentale la manutenzione».

Cosa manca alle piste di Modena?

«Mancano 2-3 pezzi fondamentali. Per esempio in via Emilia est da largo Garibaldi a parte un piccolo pezzettino dalle parti dell'Aci la pista manca: andrebbe fatta riorganizzando lì la sosta e penso che gli esercizi commerciali se passasse più gente in bici farebbero più affari. Anche in via Giardini non c'è la pista e ci vorrebbe e poi invece c'è un bel percorso in direzione Bastiglia ma non è assolutamente segnalata».

Del ponte sospeso sulla tangenziale Emilia Est che pensa?

«E' il nostro piccolo ponte di Messina, però costruito. Il percorso finisce nel nulla, dalle parti di un distributore di benzina, per questo non è usato a differenza di quello di Vaciglio. Inoltre è molto alto e ripido, non proprio il massimo per i ciclisti».

Stefano Luppi

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