Anna Barella, 70 anni si conquista la laurea in lingue europee - IL VIDEO

La neo dottoressa ha discusso ieri la tesi su un romanzo del tedesco Theodor Fontane: «Un sogno che si realizza»

Un sogno che si avvera. Anna Barella, settant’anni compiuti lo scorso settembre, è divenuta dottoressa in Lingue e culture europee all’Università di Modena. «Sono abbastanza calma - ha raccontato l’ex studente prima di discutere la tesi - ho solo un po’ di adrenalina, ma è piacevole. La provavo anche alla vigilia degli esami. Per me è una grande soddisfazione». Anna è lombarda di nascita, ma modenese d’adozione. «Ho iniziato facendo lingue a Milano - ha aggiunto - poi per vari motivi non ho potuto fare l’Università. È un mondo che mi ha sempre interessato, la laurea era un desiderio che ancora non avevo realizzato. Ormai non avevo più tanti impegni e così ho scelto di intraprendere questa strada». La sua tesi è stata dedicata a “Effi Briest”, romanzo di Theodor Fontane. Uno scrittore e poeta realista tedesco non molto conosciuto nel nostro Paese, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, dalle cui opere sono stati tratti anche lungometraggi. La laureata ha approfondito il rapporto tra individuo e società per concludere il suo percorso universitario. Spesso si tende a considerare la laurea un “pezzo di carta”, privo di valore, non solo per immettersi nel mondo del lavoro. Per Anna non è così. È un riconoscimento che vale tanto per lei, ma che può rappresentare un esempio di dedizione, passione e anche del fatto che non è mai troppo tardi per rimettersi a studiare e per seguire i propri interessi e, perché no?, i propri sogni. Lo aveva già dimostrato superati i cinquant’anni, quando ha conseguito il patentino da sub (un altro suo amore). «Il corso universitario mi piaceva - ha dichiarato Anna - non sono proprio in regola, mi sono laureata due anni fuori corso. Me la sono presa con calma, ma non dovevo cercare un lavoro», ha aggiunto con un sorriso. Anna ha iniziato a lavorare a Milano come traduttrice, professione poi che poi ha continuato ai piedi della Ghirlandina. «A Modena ho iniziato con lo studio Cet - ha aggiunto - poi ho lavorato come collaboratrice esterna per la Logos e anche per una casa editrice di Milano». Quando si è trasferita nella nostra città per proseguire il suo lavoro è rimasta affascinata dall’ambiente che si respira. «Mi sono trovata molto bene, ormai abito qui da tempo anche se a volte torno a Milano». Dopo la proclamazione, Anna ha deciso di festeggiare con colleghi e familiari (il marito e i due figli) al Caffè Concerto. Oltre trenta persone si sono unite alle celebrazioni di rito per rendere omaggio alla passione di una donna e alla realizzazione di un suo desiderio. La neo-dottoressa parla tre lingue («inglese, tedesco e francese») e si è sempre dedicata a un «campo che mi piace molto» sia come interprete sia come traduttrice di testi. Alla domanda sul fatto che, ancora in questo momento, si potrebbe rilanciare con successo sul mondo del lavoro, Anna risponde con un altro sorriso. «Forse è vero, ma preferisco lasciare spazio agli altri».

Gabriele Farina