Gambro, a Medolla la posa della prima pietra ma ora reclama la Cispadana - VIDEO

Medolla. Il vice-presidente esecutivo Silke Lerche: «Promessa mantenuta, adesso tocca a voi» Il nuovo stabilimento sarà pronto entro la fine del 2014 e riunirà la produzione con Ricerca e Sviluppo

MEDOLLA. Una giornata di festa per Mirandola e Medolla che rappresenta un ulteriore traguardo raggiunto nel lungo cammino della ricostruzione. È stata posata la prima pietra all’interno del quartier generale di Gambro, colosso del biomedicale che punta al rientro nella sede di Medolla entro la fine del 2014 e che ha pagato 10 milioni di euro la parziale delocalizzazione della produzione e delle maestranze in altre filiali.

Ieri mattina, poco prima del simbolico momento della posa della prima pietra, su cui hanno apposto la firma molti lavoratori della multinazionale biomedicale, hanno parlato Marco Zanasi e Silke Lerche, rispettivamente site manager e vice presidente esecutivo di Gambro. «Non avevamo mai avuto esperienza di qualcosa di così tremendo come il terremoto che ha colpito l’Emilia - ha spiegato Silke Lerche - ma non abbiamo mai smesso di guardare avanti. Un anno fa eravamo in Regione per dire che non ce ne saremmo andati di qui ed ora posiamo la prima pietra di questo sito, progettato tenendo conto delle migliori linee guida che corrispondono a caratteristiche di ergonomia, efficienza e sicurezza. Una scelta fatta dal management Gambro e condivisa da Baxter». Ma l’entusiasmo per il nuovo corso diventa funzionale ad una richiesta che il mondo produttivo chiedere da tempo: la Cispadana. «Abbiamo tuttavia un bisogno disperato di un’autostrada - continua la Lerche - Se, infatti, da un lato abbiamo preso con entusiasmo l'impegno di ricostruire qui, dall’altro speriamo che venga mantenuto quanto era stato promesso a noi».

Dello stesso avviso sono Filippo Molinari e Maino Benatti, sindaci di Medolla e Mirandola, i quali, nel condividere la gioia per la bella giornata della posa della prima pietra, hanno ribadito come stiano lavorando per raggiungere un altro grande obiettivo, ovvero quello della Cispadana.

«Lavoriamo ogni giorno per conseguire questo traguardo - dice Molinari - così come stiamo procedendo a prossime riaperture per quanto riguarda il dopo terremoto: la sede Avis accanto al teatro Facchini, aprirà a metà gennaio, mentre il municipio provvisorio, progettato per diventare poi biblioteca, sarà dietro alle scuole».

Altrettanto entusiasta del nuovo corso di Gambro è il presidente di Confindustria Modena, Pietro Ferrari, che con la Ing. Ferrari sarà tra i principali fornitori del nuovo polo produttivo.

«Occasioni come queste ci confermano come gli stranieri ci considerino molto meglio di quanto pensiamo - commenta Ferrari - Il fatto che la dottoressa Silke Lerche abbia definito “strabiliante” la nostra reazione ad un evento catastrofico come il sisma ci fa pensare che venga apprezzata la sostanza del nostro lavoro e del nostro Paese. Complessivamente, le imprese di Confindustria si stanno riprendendo bene dal sisma, nonostante le difficoltà permangano. Penso soprattutto alle aziende che non hanno trovato uno sbocco nell’export e che si basano soltanto sul mercato interno italiano».