«Via Giardini, sbagliata la pista ciclabile»

Sarà spezzata in due tronconi e pericolosa. Fiab e associazioni ambientaliste chiedono al Comune di modificare il progetto

La pista ciclabile di via Giardini, dall'incrocio con viale Corassori a largo Risorgimento, è “insufficiente a garantire la fruibilità, la sicurezza e la continuità dei percorsi”.

Lo affermano la Fiab - associazione per i diritti dei ciclisti - e le sigle ambientaliste di Modena riunite nel Coordinamento per la mobilità nuova, che hanno presentato le critiche al Comune e alla Regione Emilia Romagna, che cofinanzia l'opera. E per sollecitare la modifica del progetto, le associazioni hanno deciso di inviare “email di protesta e di proposta al sindaco e ai due assessori competenti”, Simona Arletti e Gabriele Giacobazzi, coinvolgendo soci e amici.

Il primo problema sollevato è che la pista non sarà unica, ma spezzata in due: un pezzo su un lato di via Giardini e un pezzo sull'altro lato. Soluzione “inspiegabile”, e “irrazionale e inaccettabile, destinata a generare insicurezza nelle percorrenze ed a provocare uno scarso utilizzo del tratto ovest da parte dei cittadini” che saranno costretti ad attraversare via Giardini, presumibimente all’altezza dell’incrocio con via Pace.

“Altrettanto incomprensibile - proseguono le associazioni - appare la decisione di prevedere la gran parte del percorso in uno spazio promiscuo tra ciclisti e pedoni, sacrificandoli entrambi in un tratto assai frequentato. Si perde anche l'occasione di riqualificare il tratto ciclo pedonale fra l'incrocio con viale Corassori e viale Amendola, ricavato in modo del tutto inadeguato su uno stretto marciapiede, lasciando mal servito l'accesso alle scuole medie Guidotti ed incompiuto il collegamento con Baggiovara”. Insomma: la pista ciclabile è necessaria (e in effetti se ne parla da almeno dieci anni) poichè quel tratto di via Giardini è pericoloso per i ciclisti. Ma la ciclabile va fatta bene e non in modo raffazzonato.

Il Coordinamento per la mobilità che cosa chiede agli amministratori comunali? Prima di tutto, di costruire la ciclabile dallo stesso lato di via Giardini - quello est, ossia dalla parte della chiesa di San Faustino e della caserma della polizia stradale - “utilizzando senza particolari modifiche la sottostrada esistente, che copre circa la metà del tratto tra via Pace e largo Risorgimento; usare le risorse, risparmiabili con l'utilizzo della sottostrada, per riqualificare il tratto di ciclo pedonale dall’incrocio con viale Corassori a viale Amendola, separando la ciclabile dal pedonale, per connetterla in modo funzionale con la pista per Baggiovara”. Due richieste semplici. “plausibili e praticabili, sia sotto il profilo tecnico e che finanziario, che possono rendere usabile e sicura una strada assai trafficata e pericolosa”. Un “bombardamento” di email dovrebbe convincere gli amministratori a modificare il progetto. (g.m.)