Ciclabile di via Giardini a Modena: una minaccia per i negozi - VIDEO

Nessuno la vuole costruita davanti al proprio esercizio: «Posti di lavoro a rischio» Sul lato destro dicono di no, sul sinistro dubbi per sicurezza e carreggiata ridotta

Non la vuole nessuno, o quasi, davanti al proprio negozio. La “ciclabile della discordia”, fonte di accese polemiche tra associazioni e Comune, continua a far discutere via Giardini. I commercianti della zona sono divisi a seconda degli interessi in gioco, ma in sostanza hanno tutti di che lamentarsi. Alcuni sostengono il progetto presentato dall'amministrazione - da via Corassori a via della Pace sul lato destro, poi si passa su quello sinistro (direzione centro) fino ad arrivare a Calle di Luca. Altri, invece, fanno proprie le contro-proposte degli ambientalisti, che dichiarandosi preoccupati per la sicurezza avevano richiesto una ciclopedonale continua, tutta sul lato destro (dove, fra l’altro, esiste già un lungo tratto di “ciclabile a costo zero” protetta da aiuola e filare di alberi).

Fra le associazioni, l’unica a scendere in campo è stata la Confesercenti, intervenuta a difesa del tracciato disegnato dalla giunta. Una difesa che ora trova eco nelle parole della maggior pare dei commercianti della zona. Ma non è un fronte unanime, tutt'altro. La linea di demarcazione corre parallela allo spartitraffico. Da un lato della strada, quello destro, i commercianti sposano la linea comunale, preoccupati dalla possibile perdita di posti auto qualora la pista passasse davanti ai loro negozi. Ma non solo. Paolo Belloni, titolare della tabaccheria del Gallo, elenca almeno tre motivi “logistici” per preferire la ciclabile spezzata progettata dal Comune. «Innanzitutto, la biforcazione all'altezza di viale Barozzi rappresenterebbe un'ottima via per raggiungere il Novi Sad. In più in questo modo si evita l'attraversamento del caotico piazzale Risorgimento; infine bisogna tenere conto che su quel lato della strada (il sinistro, ndr) vi sono molti meno esercizi commerciali».

I parcheggi, però, restano il problema numero uno. Ed evidentemente non convincono le promesse targate Mobilità nuova, che solo pochi giorni fa assicurava che la sua proposta di percorso non prevedeva “l'eliminazione di posti auto rispetto agli attuali, né la soppressione di una corsia stradale”. «Non penso sia così fattibile, né che vi sia lo spazio adatto» risponde indirettamente Elena Bonfatti, del negozio di fiori al Gallo, sottolineando i disagi che già adesso deve vivere davanti al suo negozio a causa dello spazio limitato. In ballo, secondo questi esercenti, ci sarebbero addirittura posti di lavoro. Tanti anche: una sessantina, secondo qualcuno, minacciati da modifiche al progetto comunale. «Devono metterci in condizione di lavorare», spiega Salvatore Lopez, della panetteria Giardini. In fondo, i tempi sono quelli che sono. La crisi aleggia sullo sfondo, acuita poi dalle contingenze locali chiamate strisce blu e tasse eccessive.

Il progetto dei due tronconi, descritto dal Comune come la soluzione più efficace, viene quindi difeso strenuamente sulla sponda destra dell’arteria. Su questo lato «non vogliamo la ciclabile; perché, semplicemente, perderemmo il lavoro», conclude Belloni.

Nell'altro lato di via Giardini, quello interessato dal progetto comunale, i pareri sono ben diversi. Opposti, quasi. La pista ciclabile, se proprio va fatta, dovrebbe essere costruita sul lato destro, lo stesso proposto dagli ambientalisti. «Non siamo molto contenti, di là sarebbe meglio», commenta la barista Morena Rasenti, adducendo le stesse identiche motivazioni dei colleghi: la preoccupazione per i posti auto. E anche Paolo Priori - area di servizio Agip - si dimostra critico, nonostante le sue giustificazioni siano più legate al problema sicurezza. «Non ce la vedo proprio una pista di quelle dimensioni su una strada di grande traffico come questa». Senza contare che ciclisti e automobilisti diretti al distributore dovranno subire una convivenza che non si annuncia facile.

Ovviamente esistono anche le voci fuori dal coro, su ambo le sponde. Benedetto Guzzo, “appartiene” al lato destro, nonostante la sua tabaccheria sia al di fuori della zona maggiormente problematica (quella del Gallo). La sua non è un'opposizione a priori, puntualizza solo qualche distinguo. La ciclabile, insomma, potrebbe anche venire costruita interamente sul lato destro, per lui; «Basta che venga realizzata in modo corretto, che i soldi vengano spesi bene». Che lo spazio sia «ben organizzato». Anche perché, continua Guzzo, una ciclabile, di fatto, esiste già ora, a giudicare dal numero di ciclisti che percorre quel tratto di via Giardini in ambo le direzioni. Spesso ad alta velocità, tra l'altro. Una considerazione, questa, bipartisan. Tanto che viene adottata anche da Stefano Rosignoli, titolare di un negozio di abbigliamento sul lato sinistro, per giustificare la scelta del Comune. «A noi non cambia molto, probabilmente colpisce più altri commercianti. Anzi, preferirei che il progetto venisse attuato così com'è, in modo da regolare la situazione. Sotto il portico esiste ormai una “ciclabile di fatto”».

Circostanze che vengono confermate anche da Armando Sela, barista, sull’altro lato della strada rispetto a Rosignoli, anche in termini di posizioni: «Già ora vediamo continuamente il rischio di essere investiti, la costruzione di una ciclabile costituirebbe solo un ulteriore disagio».