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E la rabbia sostituisce la paura

Bastiglia. I cittadini: «Paghiamo le tasse e questo è il risultato: abbandonati»

BASTIGLIA. La signora Osanna attende i familiari che la portino finalmente in salvo, dopo una notte passata in un’abitazione senza energia elettrica né riscaldamento. Le fa da angelo custode Salvatore Deddida, che tiene al guinzaglio un piccolo cagnolino. Sono soltanto due dei bastigliesi che hanno passato la notte di domenica rinchiusi in casa, attendendo un segnale. «È stata dura - dicono - ma almeno ci hanno portato in salvo. L’acqua è arrivata al piano terra, viviamo in quelli soprelevat ...

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BASTIGLIA. La signora Osanna attende i familiari che la portino finalmente in salvo, dopo una notte passata in un’abitazione senza energia elettrica né riscaldamento. Le fa da angelo custode Salvatore Deddida, che tiene al guinzaglio un piccolo cagnolino. Sono soltanto due dei bastigliesi che hanno passato la notte di domenica rinchiusi in casa, attendendo un segnale. «È stata dura - dicono - ma almeno ci hanno portato in salvo. L’acqua è arrivata al piano terra, viviamo in quelli soprelevati e ce la siamo cavata, ma mai avremmo potuto immaginare un epilogo simile».

Nel breve tratto della Canaletto, a pochi passi dall’Ucl dei vigili del fuoco, decine di persone si confrontano e la sintesi finale è sempre la stessa: una sensazione di abbandono e impotenza. «Guardate quei ragazzi - dicono i bastigliesi indicando i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile e i sommozzatori - Sono lì da un giorno, sono massacrati dalla fatica, ma continuano. E invece chi dovrebbe dare risposte non c’è. Quante volte è stata denunciata l’incuria in cui era lasciato il Secchia? E cosa hanno fatto? Niente».

«In mezzo a quel fango ci sono le mie tasse - denuncia Gianna Malagoli - Ecco dove vanno a finire e come vengono impiegati i nostri soldi. Nessun intervento di prevenzione è stato fatto e comunque non è servito. Ci sono centinaia di persone ai piani alti senza indicazioni. Nessuno sa quando andranno a prenderli».

«Già domenica mattina si sapeva della possibile alluvione - fa eco Pino Lancellotti, titolare della Gec.Al, azienda specializzata in serramenti - Invece si è atteso che cosa? Sono stati fatti allontanare i cittadini che vivono ai piani terra, mentre agli altri si consigliava di salire ai piani alti. Poi, a metà pomeriggio, è saltata l’energia elettrica e in paese c’era già un metro d’acqua. Era impossibile andare via e così tantissime persone si sono dovute arrangiare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sfollano il paese adesso, chiedendo uno sforzo enorme ai pompieri, andando casa per casa». (f.d.)