Una mummia è parente del sindaco di Pievepelago

Ferroni: «La conferma che da generazioni la mia famiglia ha sempre abitato qui» I ricercatori hanno fatto prelievi sui resti scoperti e messo a confronto il dna

PIEVEPELAGO. Il sindaco di Pievepelago è un cittadino “doc” di Roccapelago, almeno da 400 anni. A confermarlo sono state le indagini del dna effettuate sul primo cittadino, che hanno rivelato un rapporto di consanguineità con una delle mummie scoperte all’interno della chiesa di Roccapelago. La curiosa scoperta, assieme a diversi altri rilievi di carattere storico - culturale, è stata resa nota durante il convegno sulle mummie di Roccapelago che si è tenuto ieri mattina al Palazzo dei Musei di Modena. Da parte sua il sindaco di Pievepelago, Corrado Ferroni, commenta: «Mi sono sottoposto all’esame del dna circa due settimane fa e ho scoperto di avere questa parentela quattro – cinque giorni fa. Evidentemente, sono uno dei pochi sindaci, nella storia di Pievepelago, che non è del centro di Pieve, bensì di Roccapelago. Del resto io sono nato a Roccapelago, vi sono rimasto fino ai 13 anni, quando sono andato a Modena per motivi di studio e poi di lavoro. Alla fine, per varie ragioni ho risentito “il richiamo della foresta” e sono ritornato qui». Per il primo cittadino Ferroni, il commento sulla sua consanguineità con una delle mummie di Roccapelago, è stata un’occasione anche per parlare del rilancio turistico della frazione. «Ci sono alcuni detrattori che mi chiedono perché valorizzare “quelle tre o quattro ossa”. Ebbene, questi non capiscono che il mondo è cambiato e occorre valorizzare ciò che si ha al minor costo. Ci aspettiamo infatti un turismo “povero”, ma bisogna tenere presente che solo nel primo anno abbiamo avuto poco meno di 8.000 visitatori per le mummie di Roccapelago». Secondo gli studi effettuati dai ricercatori che stanno approfondendo la questione delle mummie di Roccapelago, i resti umani rinvenuti all'interno della chiesa sarebbero sepolture che coprono circa due secoli di storia, dalla metà del Cinquecento alla prima metà del Settecento. Corrado Ferroni ha parlato anche delle prossime elezioni comunali. «Oggi come oggi – dice – non penso che mi ricandiderò. In questi cinque anni, ci siamo trovati ad amministrare in condizioni davvero molto difficili, con una percentuale di indebitamento pari all’11,5%, quando molti altri comuni della montagna erano al 4 o al 5%. Facendo enormi sacrifici, oggi siamo arrivati a un indebitamento di circa l’8%. Le scelte compiute sono state molto dolorose, come le aliquote delle varie tasse al massimo e la non possibilità di fare mutui fino al 2017. La strada, tuttavia, è ancora molto difficile. Per salvare il nostro Comune, occorre che ci siano una serie di condizioni e di condivisioni. Da parte sua lo Stato continua con il taglio dei trasferimenti e ha trasformato i comuni in esattori per conto suo».

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